Dietro front, niente più assunzioni in sanità: salta l'emedamento

Redazione DottNet | 14/12/2015 21:25

Per il momento addio anche alle norme sulla responsabilità medica. Ma Gelli assicura che entro la primavera la norma sarà approvata

Salta dalla Legge di Stabilità l'emendamento per l'assunzione di medici e personale sanitario. Lo hanno affermato i sindacati medici nel corso di una conferenza stampa per illustrare lo sciopero generale della categoria indetto per il 16 dicembre. La presentazione dell'emendamento da parte del governo era stata annunciata la settimana scorsa dal senatore Roberto Ruta del Pd. Saltano pure, aggiungono i sindacati medici, le norme sulla responsabilità medica.

 

Dalla Legge di Stabilità, ha affermato il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Giacomo Milillo, ''sono saltate le norme relative alla responsabilità medica contro il fenomeno della cosiddetta medicina difensiva, e questo perchè nessuno ha ritenuto credibile il meccanismo economico che partendo dai risparmi ottenibili con tali norme avrebbe dovuto finanziare le assunzioni del personale sanitario. Di conseguenza, salta anche l'emendamento per le assunzioni''. Per procedere con le assunzioni, necessarie per fare fronte all'emergenza relativa al personale sanitario dopo l'entrata in vigore della normativa Ue sull'orario di lavoro, ''sarebbero necessari circa 600 mln di euro - rileva il segretario del sindacato dei medici ospedalieri Cimo, Riccardo Cassi - ma ora le cause che i medici intenteranno sicuramente, a fronte dei limiti di lavoro non garantiti, peseranno molto di più sui bilanci dello Stato dei fondi necessari per le assunzioni''. Inoltre, aggiunge Cassi, ''l'impegno a mettere le norme sulla responsabilità medica nella Legge di Stabilità era un impegno preso indipendentemente dalle assunzioni, che sono state 'agganciate' dopo. Non vorremo ora dover ricominciare tutto da capo''. ''Allo stato, l'emendamento è svanito'' e, in ogni caso, ''la mancanza di fondi adeguati - ha inoltre sottolineato il segretario del maggiore sindacato dei medici dirigenti, l'Anaao-Assomed, Costantino Troise - porterà di fatto alla proroga di un altro anno per il rinnovo del contratto di categoria''.

 

"Spiace apprendere che le assunzioni di personale sanitario legate al nuovo orario di lavoro previsto dalla Direttiva Europea continuino ad essere messe in discussione a causa della mancata allocazione di risorse reali e aggiuntive al Fondo Sanitario Nazionale 2016 da parte del Governo, funzionali a sostenere da subito la maggior spesa che ne deriverà. Non si pensi di decurtare ancora una volta il Fondo Sanitario Nazionale, che evidentemente oggi, anche su questa questione, mostra in modo evidente il suo sottofinanziamento rispetto ai reali bisogni del SSN ". Lo dichiara in una nota Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. "Consideriamo positiva la notizia della rinuncia, da parte del Governo, a presentare l'emendamento alla Legge di Stabilità volto ad anticipare una buona parte degli articoli del Disegno di Legge sulla Responsabilità Professionale del personale sanitario. La 'bocciatura' che sembrerebbe aver ricevuto l'emendamento dimostra la fondatezza e la correttezza dei rilievi posti- aggiunge Aceti- e' anche la dimostrazione che norme su temi delicati non possono e non devono essere ridotti a puro conto economico". "Ora chiediamo che Governo e Parlamento riportino il dibattito sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale all'interno del naturale iter parlamentare, prevedendo tempi congrui per la discussione, per porre mano al testo approvato dalla Commissione Affari Sociali che così com'è, per quanto ci riguarda, presenta molto ombre- conclude-a tal fine, siamo disponibili a confrontarci da subito con le organizzazioni rappresentative del personale sanitario, con le Istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti".

 

La Commissione europea garantisca un equo orario di lavoro per i medici e il personale sanitario in Italia. Lo chiedono con un'interrogazione parlamentare gli eurodeputati M5S Piernicola Pedicini e Marco Affronte. Nel 2014 la Commissione europa aveva rinunciato a deferire l'Italia dinanzi alla Corte di giustizia Ue - ultimo passaggio di una procedura d'infrazione - per la violazione della normativa europea sull'orario di lavoro (2003/88/CE) da parte della normativa italiana sull'orario di lavoro dei medici e del personale del servizio sanitario nazionale. La direttiva europea prevede il limite di 48 ore per l'orario lavorativo settimanale medio e il diritto a periodi minimi giornalieri di riposo di 11 ore consecutive. «A distanza di un anno dall’entrata in vigore della legge, la situazione del personale medico italiano non è mutata - spiegano i due eurodeputati M5S - in quanto i medici sono ancora sottoposti a turni di lavoro spropositati e illegittimi, con il pericolo che venga messa a rischio la sicurezza delle cure nei riguardi degli ammalati». Pertanto Pedicini a Affronte chiedono alla Commissione europea di considerare “una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia così come aveva già fatto del 2011”.

 

In merito alla proposta di legge sulla responsabilità del personale sanitario "c'è condivisione dell'impianto da parte del Pd e del Governo" e "speriamo di approvarla entro primavera". Lo assicura Federico Gelli, relatore della pdl approvata in Commissione Affari Sociali della Camera e presentata oggi a palazzo Valentini. "Ho parlato col ministro Boschi delle tempistica - aggiunge - avendo rassicurazioni della volontà a procedere celermente. C'era l'ipotesi dell'emendamento in legge di Stabilità. Anche se non ci sarà, ho chiesto garanzia che il progetto vada avanti". La pdl, specifica il responsabile sanità del Pd, "è iscritta all'ordine del giorno nell'Aula della Camera per domani ma probabilmente la discussione non inizierà prima di gennaio". Con questa Legge "il cittadino non perde nessun diritto" e "non è un salvacondotto per i medici" ma ha l'obiettivo di "agevolare l'iter di risarcimento e arginare il contenzioso". Prima di avviare il contenzioso per un danno subito durante le cure, il paziente danneggiato avrà due possibilità per avere risposte in tempi rapidi. "La prima è tentare la conciliazione tramite la nomina di un perito. La seconda è l'azione diretta sulla compagnia di assicurazioni che assicura la struttura in cui si è verificato il danno. Infine, ci sarà sempre la possibilità di intentare una causa legale". Introduce inoltre una copertura assicurativa obbligatoria, cosa che sembrerebbe scontata ma "ci sono strutture, pubbliche e private, che ancora non la hanno".

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