Un nuovo composto per la cura della malattia di Parkinson

Medical Information Dottnet | 15/12/2015 12:43

L’AZD3241, un inibitore orale dell’enzima mieloperossidasi, è risultato sicuro e ben tollerato in pazienti affetti da Parkinson.

L’alterazione della funzione mitocondriale, lo stress ossidativo e la formazione di radicali liberi dell’ossigeno in eccesso svolgono un ruolo chiave nella neurodegenerazione che caratterizza la malattia di Parkinson. La mieloperossidasi è un enzima in grado di generare ossigeno attivo ed è espresso dalla microglia.

Il nuovo composto AZD3241 è un inibitore selettivo e irreversibile della mieloperossidasi. Il meccanismo d'azione ipotizzato per il AZD3241 comprende una diminuzione dello stress ossidativo che determina una riduzione della neuroinfiammazione sostenuta.

L’obiettivo dello studio multicentrico, randomizzato, di fase 2a e controllato con placebo effettuato tramite tomografia ad emissione positronica è stato esaminare l'effetto del trattamento della durata di 8 settimane con AZD3241 sulla microglia in pazienti affetti da malattia di Parkinson.

I pazienti coinvolti hanno assunto 600 mg di AZD3241 per via orale due volte al giorno oppure il placebo (in rapporto 3:1) per 8 settimane. Il legame del (11) C-PBR28 al traslocatore proteico 18 kDa, marcatore della microglia, è stato valutato attraverso la tomografia ad emissione di positroni all’inizio dello studio, a 4 settimane ed a 8 settimane. L’outcome misurato è stato il volume di distribuzione totale, stimato mediante il metodo di analisi grafica Logan. L'analisi statistica primaria ha esaminato le variazioni del volume di distribuzione totale dopo il trattamento con AZD3241 rispetto all’inizio dello studio. Le valutazioni della sicurezza e della tollerabilità di AZD3241 hanno incluso la registrazione di eventi avversi, parametri vitali, elettrocardiogramma e test di laboratorio. I pazienti avevano un'età media di 62 (deviazione standard = 6) anni; 21 erano di sesso maschile e 3 femminile con un punteggio medio del Unified Parkinson’s Disease Rating Scale III tra 6 e 29.

Nel gruppo in trattamento con AD3241 (n= 18), il volume di distribuzione totale di (11) C-PBR28 legante il traslocatore proteico è risultato significativamente ridotto rispetto all’inizio, sia a 4 che a 8 settimane (p<0.05). La riduzione del volume di distribuzione in tutte le regioni nigrostriatali a 8 settimane variava dal 13 al 16%, con un effetto pari a 0.5-0.6. Non è stato riscontrato nessun cambiamento generale del volume totale di distribuzione nel gruppo del placebo (n= 6). L’AZD3241 è risultato sicuro e ben tollerato.

La riduzione del (11)C-PBR28 legante il traslocatore proteico ​​nel cervello di pazienti con malattia di Parkinson dopo il trattamento con AZD3241 ha supportato l'ipotesi che l'inibizione della mieloperossidasi ha un effetto sulla microglia.

I risultati di questo studio sono stati di supporto in merito al meccanismo d’azione del AZD3241 e giustificano la necessità di studi estesi sull'efficacia di AZD3241 nelle malattie neurodegenerative.

Riferimenti bibliografici:

Jucaite A1, Svenningsson P2, Rinne JO3, Cselényi Z4, Varnäs K5, Johnström P4, Amini N5, Kirjavainen A3, Helin S3, Minkwitz M6, Kugler AR6, Posener JA6, Budd S6, Halldin C5, Varrone A5, Farde L4. Effect of the myeloperoxidase inhibitor AZD3241 on microglia: a PET study in Parkinson's disease. Brain. 2015 Sep;138(Pt 9):2687-700.

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