Legge Stabilità: verso ok ad assunzioni nella Sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/12/2015 21:36

Lorenzin, risorse da risparmi Regioni; sindacati, no fondi certi. Via alle cause per gli orari di lavoro

Le assunzioni in Sanità per fare fronte alla direttiva Ue che impone stretti limiti all'orario di lavoro dei medici, alla fine, ci saranno. Manca solo l'ultimo ok della commissione Bilancio impegnato nella maratona per l'approvazione della legge di Stabilità, che però sembra certo. In sostanza si prevedono, da subito, la possibilità di assunzioni a tempo determinato o flessibili, mentre, solo dopo una verifica della situazione del fabbisogno, è prevista la possibilità di indire concorsi per assunzioni a tempo indeterminato. Il nodo centrale, che spiega il difficile iter per questo emendamento, sta nelle risorse necessarie a garantire l'assunzione dei medici, parte dei quali saranno i precari 'storici' del settore.

 

Nella prima versione dell'emendamento governativo, infatti, si prevedeva che la copertura dovesse derivare dagli attesi risparmi da concretizzare attraverso le norme relative alla responsabilità medica - anch'esse inserite nella Legge di Stabilità - finalizzate ad evitare gli altissimi costi della cosiddetta medicina difensiva. Un impianto che evidentemente non ha convinto, tanto che il governo ha proceduto ad una riformulazione dell'emendamento. A spiegarne la ratio è stata oggi lo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: ''Abbiamo cambiato il sistema alla base delle assunzioni, non più legate alla legge sulla responsabilità dei medici e cioè alla riduzione della medicina difensiva. I fondi arriveranno invece dai risparmi generati da altri provvedimenti entrati in stabilità: su appropriatezza, centrali uniche di acquisto, piani di rientro delle Asl in deficit''. Risparmi che sono in capo alle regioni: ''Penso - ha detto il ministro - che le regioni non avranno problemi a recuperare i 300 milioni necessari, perchè abbiamo permesso gli strumenti per le assunzioni previste. È una scommessa che le Regioni possono assolutamente vincere".

 

Una posizione contestata però dall'assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto: "Il governo trova sempre il modo, a parole, di trovare i soldi per tutto e per tutti. La realtà è che il ministro Lorenzin non può non sapere che i soldi non ci sono. Basta con il gioco delle tre carte". Sulla stessa linea sono i sindacati medici - che intanto hanno confermato lo sciopero generale indetto per oggi - i quali affermano come ''nell'emendamento non si identificano fondi certi, ma derivanti da risparmi tutti da verificare''. Inoltre, avvertono ''sembra siano consentiti contratti cocopro che il job act ha cancellato per il privato e che rappresentano un danno per i medici. Noi abbiamo chiesto e continueremo a chiedere con forza contratti a tempo determinato''.

 

Novità delle ultime ore è poi stata anche l'approvazione di un emendamento presentato dal ministero della Salute con l'obiettivo di rendere più facile ed 'esigibile' il diritto di cura dei pazienti al di fuori della regione di residenza. Diventano infatti obbligatori gli accordi bilaterali tra regioni per la mobilità sanitaria interregionale. Uno stanziamento è stato infine previsto per favorire i pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico: ''Grazie al Movimento 5 Stelle - ha annunciato M5S - nel 2016 lo Stato destinerà 5 milioni di euro a un Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, gestito dal ministero della Salute''.

 

Il problema dei turni massacranti, al centro dello sciopero generale dei medici di oggi si sposta dalle corsie degli ospedali alle aule dei Tribunali. Sono state iscritte a ruolo le prime cause, in relazione agli oltre 5mila ricorsi raccolti solo negli ultimi mesi, per la violazione della direttiva europea 2003/88 sugli orari di lavoro. A dare il via, è stato il pool di Consulcesi Group, gli avvocati dei camici bianchi. Ogni medico può ottenere un rimborso fino a 80mila euro per le ore lavorate in più durante il periodo in cui lo Stato italiano ha ignorato quanto disposto da Bruxelles, ovvero fino alla recente entrata in vigore della Legge 161. "La Legge 161 - spiega l'Ufficio Legale di Consulcesi Group - nonostante la proroga di un anno concessa, è entrata in vigore senza che sia stato risolto il problema del blocco del turnover, motivo principale dei turni massacranti a cui è sottoposto il personale sanitario. Anche le possibili assunzioni previste da un emendamento alla Legge di Stabilità sono in dubbio. È palese che si continua a non rispettare quanto disposto dall'Ue, ovvero che i medici lavorino al massimo 48 ore settimanali e che per tutto il personale della sanità siano garantite le 11 ore di riposo obbligatorie. La violazione, dunque, vale per il pregresso, ma nella stragrande maggioranza dei casi è ancora in corso". La questione dei turni massacranti è una delle principali fonti di malcontento dei camici bianchi italiani che hanno confermato lo sciopero nazionale di domani, mercoledì 16 dicembre.

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