Cosmesi: in crescita il canale farmacia

Farmacia | Redazione DottNet | 21/12/2015 21:36

La cosmesi in Italia sembra non conoscere crisi: va bene la farmacia, ma anche erboristerie e grande distribuzione.

La cosmesi continua a viaggiare nel segno positivo: secondo l'indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia, a fine 2015 il fatturato globale del settore cosmetico supera i 9.700 milioni di euro per un trend positivo superiore al 4%. Cresce il mercato interno con un +0,5% ma soprattutto le esportazioni che con un +10,5%, sfiorano i 3.700 milioni di euro.


«Il costante sviluppo dell’export cosmetico arricchisce in misura evidente il saldo commerciale che supera i 1.900 milioni di euro, un record assoluto per il comparto» evidenzia Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia «A fronte della reattività dimostrata dalle imprese, auspichiamo un pari dinamismo da parte delle istituzioni politiche per sostenere la ripresa».


Nel dettaglio va bene il canale erboristeria che fa segnare un più 3% per il secondo semestre 2015 (valore di mercato superiore ai 430 milioni di euro). Segnali più che incoraggianti arrivano anche dalla farmacia che conferma nella seconda metà del 2015 una crescita dell’1,8% per un valore di mercato che a fine anno supererà i 1.800 milioni di euro grazie - secondo i consumatori - all'affidabilità, alla specializzazione e alla cura dei servizi accessori.


La grande distribuzione con un valore di oltre 3.800 milioni di euro copre oltre il 40% la vendita di cosmetici in Italia; a fine 2015  fa registrare un +0,8% nel secondo semestre. Punti di forza sono i prodotti di qualità  dai prezzi molto competitivi. Dopo anni di pesanti contrazioni, il canale profumeria registra confortanti segnali di ripresa  con un secondo semestre 2015 in crescita di un punto percentuale e un valore di 2.100 milioni di euro. Più vicina alle mutate esigenze dei consumatori è l’offerta delle vendite dirette che continuano a segnare trend superiori agli altri canali: + 2,7% nel secondo semestre 2015 e un volume di vendita che supera i 550 milioni di euro a fine anno.


A monte della filiera produttiva, la produzione conto terzi registra una crescita del 4% con un segnale di buon auspicio per la ripresa dei consumi interni e dell’offerta all’estero. Ancora negativi, ma in attenuazione, sono invece i segnali che arrivano dai canali professionali, in contrazione da alcuni esercizi. Da un lato l’acconciatura professionale registra un -2% per un valore prossimo ai 560 milioni di euro a fronte di una difficoltà di approccio a una clientela sempre più esigente e attenta al servizio; dall’altro i centri estetici continuano a soffrire per il diradamento delle frequentazioni, da cui deriva una contrazione del 3,2% nel secondo semestre  2015 per un valore di mercato vicino ai 230 milioni di euro.

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