Ufficio parlamentare di Bilancio: possibili nuovi sacrifici in sanità

Redazione DottNet | 22/12/2015 19:24

Con la legge di Stabilita' -2,1 mld rispetto a scorso anno

Possibili nuovi interventi per la Sanita': e' quanto si legge nel rapporto dell'Ufficio Parlamentare di bilancio in un focus sul comparto che riaggiorna il quadro pubblicato a settembre. Con gli interventi della legge di stabilità per il 2016, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e' di 111 miliardi, superiore ai 109,7 del 2015, ma inferiore di 2,1 miliardi a quanto previsto dopo la manovra dello scorso anno (113,1 miliardi). ''Al settore potrebbe essere domandato un ulteriore contributo''.

 

 L'impatto sull'indebitamento netto delle misure del DDL di stabilità per il 2016, si legge nel focus, ''è limitato a 1,8 miliardi, perché è sterilizzato l'effetto sulle Regioni a statuto speciale (RSS). Una quota del finanziamento, pari a 0,8 miliardi, viene condizionata all'adozione dei nuovi livelli essenziali di assistenza''. Per il triennio 2017-19, il DDL prevede riduzioni aggiuntive del finanziamento, a seguito della richiesta alle Regioni di garantire un ulteriore contributo al riequilibrio delle finanze pubbliche.

Lo sforzo richiesto alle Regioni, pari a 4,0 miliardi per il 2017 e 5,5 sia per il 2018 che per il 2019, dovrà essere allocato tra gli ambiti di spesa e ripartito tra le Regioni annualmente attraverso un accordo da recepire in Conferenza Stato-Regioni. In caso di mancata Intesa, sarà il Governo, si ricorda nel documento, stabilire l'allocazione del taglio tra i settori di spesa regionale - compresa, dichiaratamente, la sanità - e il riparto tra gli enti (da determinare anche sulla base della popolazione e del PIL).

Quanto alle precedenti riduzioni a carico delle Regioni a statuto ordinario, già stabilite fino al 2018 (DL 66/2014 e legge di stabilità per il 2015) e confermate per il 2019 dal DDL di stabilità (circa 4,2 miliardi), il DL 78/2015 aveva già identificato e reso permanente la quota attribuita alla sanità (circa 2 miliardi). Ma data la composizione dei bilanci delle Regioni, ''sembrerebbe peraltro inevitabile che una quota significativa della correzione venga posta a carico del SSN''.

 

fonte: upb

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