Prescrivevano farmaci costosi a pazienti morti: 13 condanne

Redazione DottNet | 23/12/2015 19:26

La più alta a 4 anni e 2 mesi in processo a Bologna. Sanzioni dall'Ordine

Il tribunale collegiale di Bologna, presieduto dal giudice Stefano Scati, ha pronunciato 13 condanne nel processo 'Farma-market', la più alta a quattro anni e due mesi.

Il processo vedeva imputati farmacisti, medici e collaboratori di un'impresa farmaceutica per una truffa al Servizio Sanitario Nazionale con la prescrizione fittizia di costosi farmaci salvavita a pazienti ignari e, in alcuni casi, deceduti. L'inchiesta del Pm Enrico Cieri riguardava fatti commessi tra il 2004 al 2009.

 

Secondo quanto avevano accertato le indagini del Nas, i medici emettevano le ricette senza effettiva necessità terapeutica, i farmaci venivano 'acquistati' dall'informatore scientifico della ditta coinvolta (Italfarmaco) e poi 'smaltiti' in vari modi grazie ad una sua collaboratrice. Ai medici compiacenti sarebbero arrivati regali.

La condanna più alta è di quattro anni, due mesi e 20 giorni per Daniele Naldi, informatore scientifico della ditta che per l'accusa era il perno del raggiro, interdetto anche dai pubblici uffici per cinque anni. Condanne poi per Pierpaolo Piccaluga (tre anni, un mese e 20 giorni), Carlo Calabrese (due anni e sette mesi), Stefano Settimi (due anni e sei mesi), Roberto Dall'Osso (due anni, cinque mesi e 10 giorni), Michele Benedetti (due anni e cinque mesi), Lucio Leonardi (due anni e quattro mesi), Milena Disteso (un anno, nove mesi e 20 giorni) Alessandro Venturi (un anno, sei mesi e 10 giorni), Maurizio Bolognini (un anno, quattro mesi e 10 giorni), Francesco Perini (un anno, tre mesi e 20 giorni), Domenico Romano (un anno, un mese e 10 giorni); e per la Farmacia Bolognini, ad una multa di 33mila euro.

I giudici hanno dichiarato la prescrizione di alcuni reati; escono dal processo con assoluzioni Achille Panetta, Francesco Lancewicz, Giuseppina Moretti, Marco Mondì, Gianluca Chirico, Tullio Bolognini.

 

L'Ordine dei medici di Bologna si occupò nel 2009, procedendo in via disciplinare, della vicenda connessa al processo 'Ricettopoli'. Lo sottolinea lo stesso Ordine, ricordando di aver inflitto sanzioni sospensive fino a sei mesi, a seconda del grado di coinvolgimento dei medici implicati.

"Nondimeno - prosegue - l'ordine - l'intera vicenda potrà essere oggetto di ulteriore vaglio disciplinare al termine dell'iter giudiziario penale, la cui esistenza impedisce il decorso di termini prescrizionali per quegli aspetti delle eventuali condanne penali definitive che potessero rivestire interesse di aggiuntive addebitabilità deontologiche rispetto a quanto già separatamente considerato all'epoca dei fatti".