Ok Chmp EMEA ad anticoagulante Prasugrel Lilly-Daiichi

Farmaci | Redazione DottNet | 08/01/2009 17:01

Il comitato tecnico Chmp dell'agenzia europea del farmaco Emea ha espresso parere positivo all'approvazione del prasugrel: un anticoagulante orale co-sviluppato dall'americana Eli Lilly e dalla giapponese Daiichi Sankyo.

Gli esperti raccomandano dunque il via libera al farmaco antipiastrinico nel trattamento e nella prevenzione degli eventi aterotrombotici in pazienti affetti da sindromi coronariche acute, sottoposti a intervento coronarico percutaneo. Ora si attende il via libera definitivo dell'Emea, che in genere arriva due-tre mesi dopo il pronunciamento del Chmp, ricordano le due aziende in una nota. I gruppi annunciano che, sul mercato Ue, il medicinale sarà commercializzato con il nome marchio Efient*.
"Siamo estremamente lieti dell'opinione positiva espressa dal Chmp per l'approvazione di prasugrel in Europa - afferma John Alexander, responsabile globale della Ricerca & Sviluppo di Daiichi Sankyo - Sulla base dei risultati dello studio e della raccomandazione positiva, siamo fiduciosi che prasugrel verrà approvato come nuovo trattamento per i pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad intervento coronarico percutaneo". La documentazione presentata all'ente Ue contiene, tra gli altri, i risultati del trial 'Triton-Timi 38'. Lo studio ha confrontato con successo la sicurezza e l'efficacia della nuova molecola con quelle dell'anticoagulante blockbuster clopidogrel (Plavix*), nella prevenzione degli eventi aterotrombotici in 13.608 pazienti con sindromi coronariche acute e sottoposti a intervento coronarico percutaneo. "Le malattie cardiovascolari - spiega J. Anthony Ware, vice presidente di Lilly per l'area cardiovascolare - continuano a rappresentare una tra le prime cause di mortalità a livello mondiale e questo parere positivo costituisce una fase importante nell'approvazione di un nuovo trattamento, importante per la prevenzione dell'infarto miocardico in pazienti affetti da sindromi coronariche acute". Le malattie cardiovascolari uccidono ogni anno 17,5 milioni di persone nel mondo. E le sindromi coronariche acute (infarto e angina instabile) colpiscono in Europa 800 mila persone l'anno.


 

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