Pressione sistolica e rischio di eventi cardiovascolari

Medical Information Dottnet | 05/01/2016 12:35

Nei pazienti ad alto rischio l’abbassamento della pressione sistolica sotto i 120 mmHg ha ridotto gli eventi cardiovascolari e i decessi.

Un totale di 9361 pazienti con pressione sistolica di 130 mm Hg o superiore e un aumento del rischio cardiovascolare, ma non affetti da diabete, sono stati assegnati in modo casuale ad un trattamento intensivo per raggiungere un target di pressione sanguigna sistolica inferiore a 120 mmHg oppure ad un trattamento standard per raggiungere un target pressorio inferiore ai 140 mmHg.

L'outcome primario composito è stato l’infarto del miocardio, altre sindromi coronariche acute, l’ictus, l’insufficienza cardiaca o il decesso dovuto a cause cardiovascolari.

Ad 1 anno, la pressione arteriosa sistolica media è risultata di 121.4 mmHg nel gruppo sottoposto al trattamento intensivo e di 136.2 mmHg nel gruppo in trattamento standard. L'intervento è stato interrotto precocemente, dopo un follow-up medio di 3.26 anni, a causa di una percentuale significativamente più bassa dell’outcome primario composito nel gruppo in trattamento intensivo rispetto al gruppo standard (1.65% per anno rispetto al 2.19% per anno; rapporto di rischio per il trattamento intensivo, 0.75; intervallo di confidenza [IC] del 95%, 0.64-0.89; p<0.001). La mortalità è risultata significativamente più bassa nel gruppo in terapia intensiva (rapporto di rischio, 0.73; IC del 95%, 0.60-0.90; p=0.003). Le percentuali di eventi avversi gravi di ipotensione, sincope, alterazioni elettrolitiche e danno renale acuto o insufficienza renale sono risultate più alte nel gruppo in trattamento intensivo rispetto al gruppo sottoposto al trattamento standard.

Tra i pazienti ad alto rischio di eventi cardiovascolari, ma non diabetici, il target di pressione sistolica inferiore a 120 mmHg, rispetto a meno di 140 mmHg, ha portato ad una percentuale più bassa di eventi cardiovascolari, fatali e non fatali, e di morte dovuta a qualsiasi causa, anche se le percentuali di alcuni eventi avversi sono risultate significativamente più alte nel gruppo sottoposto al trattamento intensivo.

Riferimenti bibliografici:

SPRINT Research Group, Wright JT Jr, Williamson JD, Whelton PK, Snyder JK, Sink KM, Rocco MV, Reboussin DM, Rahman M, Oparil S, Lewis CE, Kimmel PL, Johnson KC, Goff DC Jr, Fine LJ, Cutler JA, Cushman WC, Cheung AK, Ambrosius WT. A Randomized Trial of Intensive versus Standard Blood-Pressure Control. N Engl J Med. 2015 Nov 26;373(22):2103-16.

 

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