Ministero, a rischio i diritti dei disabili visivi

Redazione DottNet | 08/01/2016 17:39

Centri mal distribuiti in Italia e taglio fondi da L.Stabilità

''E' a rischio la garanzia dei diritti dei disabili'' con problemi visivi a causa della cattiva distribuzione sul territorio dei centri di riabilitazione e una forte riduzione dei fondi destinati alle Regioni. A rilevarlo è lo stesso ministero della Salute, nella relazione depositata al Parlamento sulla riabilitazione visiva e prevenzione cecità.

Se nel 2014 le attività di riabilitazione visiva, svolte dalle Regioni, sono state finanziate per un totale complessivo impegnato di 435.364 euro, nel 2015 le cose sono andate decisamente peggio. La Legge di Stabilità ha previsto infatti una riduzione dei finanziamenti (per i pagamenti da effettuare nel 2016 per le attività svolte nel 2015) a soli 183.362 euro. A ciò si aggiunge, come emerge dalla Relazione, una distribuzione disomogenea dei centri di riabilitazione visiva. Dei 60 centri presenti in Italia, 12 sono in Lombardia, 8 in Sicilia e 5 in Piemonte, mentre 8 regioni (tra cui Puglia, Calabria, Sardegna e Marche) ne hanno uno solo. ''Non c'è una correlazione - rileva la relazione - fra la densità di popolazione territoriale e il numero dei centri, con un conseguente sovraccarico di attività in alcune regioni''. Molti sono così costretti a far riferimento a strutture di altre regioni. C'è poi un altro problema: solo 6 centri (cioè il 10,3%) sono dedicati alla riabilitazione in età pediatrica, anche se il 38,9% delle prestazioni riguarda pazienti tra i 0 e 18 anni.

Inoltre non tutti i centri di riferimento regionale hanno le figure professionali richieste dalla legge. I dati mostrano che sono 65 i medici oftalmologi, 69 gli ortottisti, e solo 36 gli psicologi e 11 gli assistenti sociali. L'accoglienza della persona con disabilità visiva, senza supporto psicologico, può indurre depressione e condizionare l'esito della terapia.

Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, nel 2010 in tutto il mondo erano 285 milioni le persone con disabilità visive, di cui 39 milioni non vedenti. E l'80% dei deficit visivi, cecità inclusa, è evitabile.

 

 

fonmte: ansa

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