Medici e infermieri: il giusto orario resta ancora un miraggio

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/01/2016 18:47

In vista del prossimo picco d'influenza ci sarà un carico di lavoro extra per i sanitari

Negli ospedali e nei pronto soccorso si preannuncia un altro inverno di passione, all'insegna di un carico di lavoro extra. Nonostante l'obbligo di applicare, anche in Italia, la direttiva europea che impone il 'giusto' orario di lavoro per il personale sanitario, le novità introdotte a fine 2015 sono per ora rimaste su carta. E la situazione si preannuncia critica in vista dell'arrivo del picco dell'epidemia influenzale e il conseguente surplus di lavoro per i medici e infermieri.

"Il giusto orario resta un miraggio, di fatto niente è cambiato", denuncia Costantino Troise, segretario dell'Anaao, il sindacato di medici e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale. In compenso, "regna grande confusione nella gestione del personale", aggiunge Andrea Bottega segretario del Nursind, sindacato degli infermieri.

Il decreto legislativo 66 del 2003, approvato per recepire la direttiva Ue, prevede un riposo giornaliero di 11 ore tra un turno e l'altro nell'arco delle 24 ore, così da poter svolgere con lucidità un lavoro particolarmente delicato. Derogato per anni, è finalmente entrato in vigore lo scorso 25 novembre, ma solo in teoria. "Il Governo - ricorda Troise - ha inserito nell'ultima Legge di stabilità un emendamento che prevede un concorso da espletare entro fine 2016 per assumere il personale necessario a coprire le necessità assistenziali senza ricorrere a turni extracontrattuali, che implicano mancanza di riposo, e quindi maggior stress. Ma non prevede stanziamento di denaro, quindi le regioni non sanno dove trovare soldi per le nuove assunzioni". Di qui al momento delle assunzioni vere e proprie, inoltre, "dovrebbero essere i precari a coprire i turni scoperti. Ma non ci risulta che le regioni stiano provvedendo a chiamare qualcuno".

Stessa situazione tra gli infermieri. "Non abbiamo notizie - spiega Bottega - che sia in corso un aumento della dotazione organica. In compenso se non si interviene fioccheranno multe".

In alcune regioni come Sardegna, Sicilia e Toscana sono già arrivate denunce alle Direzioni provinciali del lavoro di mancanza di turni di riposo rispettati". La situazione si prefigura critica nelle prossime settimane, in vista del picco di casi dell'influenza stagionale. "Verso fine gennaio - sottolinea - aumenta il bisogno di ospedalizzazione per il riacutizzarsi delle patologie. Nello stesso tempo anche il personale si ammala di più e l'organizzazione del lavoro richiede un surplus di forze". Altro elemento di criticità, aggiunge Bottega, è la "confusione su alcuni aspetti della normativa", come il servizio di pronta disponibilità in caso di urgenza o l'applicazione all'attività di libera professione intramuraria. "Serve - conclude - una circolare ministeriale che aiuti gli enti a dare un'interpretazione univoca perché in questa situazione ogni regione dà direttive e, in mancanza di queste, le strutture interpretano a modo loro".

Le assunzioni saranno tra i punti all'ordine del giorno dell'intersindacale medica convocata per il prossimo 21 gennaio.  Occasione per ridefinire obiettivi e modalità di lotta, dopo lo sciopero del 16 dicembre scorso.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato