La Lega contro l'assistenza agli immigrati

Redazione DottNet | 09/01/2009 12:36

politica sanità

La Lega Nord si oppone in Friuli Venezia Giulia a misure che consentano l'assistenza sanitaria gratuita agli immigrati irregolari, sollevando reazioni dell'opposizione e degli operatori ma anche malumori nella maggioranza di Centrodestra.

La polemica è nata all'indomani della risposta dell'assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, al direttore dell'Azienda per i servizi sociali 6 Friuli Occidentale, al quale ha confermato l'indicazione di proseguire nei servizi erogati finora. Il capogruppo del Carroccio nel Consiglio Regionale, Danilo Narduzzi, ha manifestato il proprio parere contrario e ha chiesto regolamenti che obblighino i medici a segnalare la presenza di clandestini. A questa posizione si è allineato il presidente leghista del Consiglio Regionale, Edouard Ballaman, suscitando la reazione della Cgil regionale che ha chiesto le sue dimissioni, e del Pd, per il quale la posizione di Ballaman è ''censurabile e inaccettabile''. Anche l'Udc - che pure fa parte della coalizione di Centrodestra - ha espresso il proprio dissenso dalla Lega, con il segretario regionale, Angelo Compagnon, per il quale ''dovere del medico e di un Paese civile è aiutare e curare i malati rispettando la loro dignità umana, prima di valutare il loro status giuridico''. A questo si aggiunge la preoccupazione dei medici, attraverso il presidente dell'Ordine di Udine, Luigi Conte, che ha ricordato che ''il medico non può diventare un gendarme o un delatore'' e ha ammonito a evitare ''la nascita di una sorta di sanità clandestina''. Gli ha dato man forte il coordinamento regionale delle associazioni che si occupano di migranti, 'Retediritti Fvg', che ha denunciato che gli immigrati irregolari ''stanno già limitando gli accessi agli ambulatori medici per paura e insicurezza'' e per la ''diffusa campagna mediatica ostile verso gli immigrati''. In una giornata di polemiche c'è stato un incontro chiarificatore tra Kosic e Ballaman. L'assessore alla Salute ha precisato che le cure mediche agli immigrati clandestini fanno parte di alcuni progetti finanziati dalla stessa maggioranza di Centrodestra nell'ambito dell'assestamento di Bilancio, nonostante fossero comprese nell'abrogata legge sull'immigrazione del Centrosinistra. Ballaman ha ribadito che in Friuli Venezia Giulia i clandestini ''godono di una situazione di indiscusso vantaggio'' nell'assistenza sanitaria, anche se ha precisato di non voler mettere in discussione il fatto che ai clandestini vada garantito il ''livello essenziale di cure'' e ha auspicato un confronto interno alla maggioranza regionale'' perchè problematiche così importanti - ha concluso - vanno discusse in sede politica e tecnica per ricercare una posizione condivisa''. In serata l'intervento del presidente della Giunta Regionale, Renzo Tondo, che ha affermato che la Regione applica ''la legge nazionale, senza interpretazioni. La discussione - ha detto - è uscita dai binari. Non si pone il problema se erogare o no i servizi sanitari ai clandestini: noi - ha concluso - applichiamo la legge Bossi-Fini''.