Morte in gravidanza, sotto accusa tre ospedali su quattro

Redazione DottNet | 12/01/2016 20:33

In arrivo le nuove linee guida 'percorso nascita': maggiore attenzione alle infezioni. Un'altra morte a Napoli

Organizzazione, comunicazione, gestione dell'emergenza: sono questi gli ambiti di ''criticità'' in tre dei 4 ospedali dove, nella settimana a cavallo di Natale, sono morte per parto quattro donne ed i piccoli che portavano in grembo. E' la conclusione alla quale sono giunti gli ispettori della task force del ministero della Salute, che ieri hanno depositato le relazioni preliminari sui casi di decesso. Casi tragici che impongono, come sottolineato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, l'aggiornamento delle linee guida per il percorso nascita, dalla gravidanza al parto. Dalle relazioni preliminari emerge che l'unico 'scagionato' è l'Ospedale S.Anna di Torino, dove la gestione del caso di Angela Nesta, scrivono gli ispettori, ''non sembra presentare elementi di inappropriatezza, relativamente alla gestione della complicanza, repentinamente occorsa, e che ha portato al decesso della signora e della neonata''.

 

Pare infatti, precisano, ''siano stati attuati tutti gli accertamenti necessari e tutte le manovre di emergenza sia per la rianimazione materna, sia neonatale''. Negli altri tre nosocomi, invece - gli Spedali Civili di Brescia dove è morta Giovanna Lazzari, l'Ospedale di Bassano del Grappa dove è deceduta Marta Lazzarin e l'Ospedale di S.Bonifacio (Verona) dove si è registrato il decesso di Anna Massignan - alcune lacune ''organizzative'', ''cliniche'' e di comunicazione sono state evidenziate. Criticità che però attengono anche alla più generale gestione dell'intero 'percorso nascita'. Nei casi di Brescia e Bassano del Grappa, inoltre, le donne sono state colpite da infezioni: ''E' emersa - scrivono a questo proposito gli ispettori - la necessità di migliorare la valutazione delle condizioni di rischio potenzialmente presenti in gravidanza e al momento del ricovero, con particolare riferimento alla problematica delle infezioni, nonché la necessità dell'aderenza a linee guida sul trattamento della sepsi, trattandosi di patologia ad elevata letalità''.

 

Più in generale, si legge, ''è necessario predisporre e diffondere procedure che permettano una chiara definizione del percorso assistenziale e delle responsabilità ad esso connesso'' e bisogna anche migliorare l'integrazione tra l'ospedale ed il territorio'' per la gestione delle situazioni più a rischio. Aspetti prioritari per lo stesso ministro: per questo saranno aggiornate le linee guida per il percorso nascita. Secondo quanto si apprende, Lorenzin, alla luce anche dei risultati delle indagini degli ispettori, intende infatti andare avanti con il proposito già annunciato nei giorni scorsi. In particolare, le nuove indicazioni potranno tenere in considerazione le criticità indicate dagli ispettori della task force nelle ultime ispezioni.

 

La tragedia di Napoli

 

Aveva deciso di abortire, forse - ma il particolare è da confermare - temendo una possibile malformazione del feto, ma durante l'intervento al "Cardarelli" un' emorragia inarrestabile l'ha uccisa. Gabriella Cipolletta, 20 anni, di Mugnano, centro dell'area a Nord di Napoli, è entrata in camera operatoria alle 12. "Abbiamo verificato che le procedure sono state eseguite correttamente - dice il direttore di presidio, Franco Paradiso - la paziente ha accusato un'emorragia e le è stata praticata una trasfusione con quattro sacche di plasma oltre ad una laparotomia esplorativa per accertare eventuali problemi determinati dall'intervento, ma non è emerso nulla". E' stato chiamato il primario del reparto di Ostetricia, Fabio Sirimarco, e la ragazza è stata trasferita in rianimazione, ma Gabriella Cipolletta è morta poco dopo le 15, nel giro di tre ore dall'inizio dell'intervento.

 

Forte la tensione tra i familiari, che hanno presentato nel vicino Commissariato di Polizia dell'Arenella un esposto-denuncia. La stessa Rianimazione del "Cardarelli" ha sollecitato l'esecuzione di un'autopsia per chiarire i motivi della morte della ventenne. "Le risposte ad un episodio per ora per noi inspiegabile, senza logica - dice il direttore sanitario del Cardarelli, Gabriella Caputo - potranno venire solo da lì". La Direzione dell'Ospedale ha disposto comunque un'inchiesta amministrativa, mentre il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha ordinato l' invio degli ispettori nell'ospedale napoletano, il più grande del Sud. Il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha chiesto ai responsabili del "Cardarelli" una relazione sull'accaduto.

 

"È una tragedia che sconvolge tutta la comunità", dice il sindaco di Mugnano, Luigi Sarnataro. Stiamo cercando di capire anche noi cosa sia realmente accaduto - ha aggiunto il sindaco, ricordando il sovraffollamento degli ospedali del Napoletano e la mancanza di personale - e se, eventualmente, si sia trattato di un caso di malasanità".

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