Fatture telematiche, i medici chiedono proroga: sistema in tilt

Professione | Redazione DottNet | 13/01/2016 14:38

Impossibile trasmettere le fatture delle prestazioni entro il 31 gennaio

 Scade il 31 gennaio il termine entro cui medici e dentisti dovranno inviare fatture per via telematica relative a spese sanitarie da inserire nel 730 precompilato. Ma "ci sono oggettive difficoltà temporali" e "rispettare i termini è impossibile", denuncia la Federazione Nazionale degli Ordini Fnomceo, che, attraverso la presidente Roberta Chersevani chiede una "ragionevole proroga con cui si eviterebbero incertezze procedurali che vanno solo a discapito della fluidità e dell'efficacia del percorso".

Il problema riguarda almeno 200.000 professionisti con partita iva: pediatri e medici di famiglia, odontoiatri e tutti i liberi professionisti o gli ospedalieri che svolgono attività in privato non intramoenia. Tutti dovranno accreditarsi al sistema Tessera Sanitaria (Ts) per inserire i dati delle fatture o delegare il commercialista che dovrà procedere a farlo.

Tuttavia, "a causa dei grandi numeri di cui parliamo", spiega Guido Marinoni, componente del Comitato Centrale Fnomceo, "l'accreditamento procede a rilento. Gli ordini stanno assegnando in queste settimane le credenziali per registrarsi al sistema Ts, che vanno ritirate dal diretto interessato o da un delegato o, per chi ne ha i requisiti, ricevute tramite posta elettronica certificata". Obiettivo è facilitare i controlli e favorire il cittadino nel presentare la dichiarazione dei redditi. Le sanzioni sono però pesantissime, pari a 100 euro per ogni fattura non trasmessa. Ma anche da questo punto di vista regna incertezza. "In base alla Legge di stabilità 2015 non vi sarà sanzione in caso di lieve ritardo - conclude Marinoni - ma non è chiaro quale sia il 'lieve ritardo'".

Intanto i commercialisti segnalano una "Grave anomalia" nella trasmissione dei dati riguardanti le spese sanitarie, all'interno del modello 730 precompilato come evidenzia l'Associazione nazionale dei Commercialisti (Anc), in una lettera inviata al direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi: agli intermediari regolarmente abilitati all'attività di trasmissione Entratel (come gli studi professionali), il sistema Tessera Sanitaria "segnala l'errore, e non consente di completare la procedura di acquisizione della delega (ottenuta dal medico, ndr) poiché non trova corrispondenza tra il codice fiscale e l'indirizzo Pec (Posta elettronica certificata) dell'intermediario" stesso. Ciò accade, fa sapere il sindacato, perché dal "portale Ini-Pec, l'Indice nazionale degli indirizzi di Posta elettronica di professionisti ed imprese, sono esclusi gli indirizzi Pec degli studi professionali associati, la cui gestione non è attualmente contemplata". Si tratta, osserva l'Anc, di "un'evidente anomalia operativa, che necessita di essere risolta", visto che "a tutti quegli studi professionali associati, regolarmente abilitati all'attività di trasmissione fiscale, viene preclusa la possibilità di essere delegati all'invio dei dati di spesa sanitaria ai fini del 730 precompilato".

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