Rezza (Iss), si prospetta una stagione influenzale a bassa intensità

Redazione DottNet | 13/01/2016 19:13

'Nessun allarme per virus EAH1N1 da Cina, pericolo solo teorico'. Fimmg Lazio: coordinarsi per gli accessi ospedalieri

I virus influenzali non sono ancora entrati in azione 'in modo massiccio' e quella di quest'anno, per una serie di fattori, si prospetta come una stagione ''a bassa intensità'' per numero di casi attesi. A rassicurare è il direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Giovanni Rezza (nella foto), sottolineando anche come non vi sia ''alcun allarme'' per il nuovo virus EAH1N1 isolato in maiali in Cina.

''Non sorprende che questa, al contrario dello scorso anno - afferma Rezza - si prospetti come un'annata a bassa intensità di casi influenzali: quest'anno, infatti, i virus influenzali non sono mutati e la popolazione presenta dunque una maggiore coperture; inoltre, le temperature sono meno fredde. Tutte condizioni che contribuiscono a 'contenere' il diffondersi dell'influenza''. I virus influenzali attualmente presenti sono dunque quelli per i quali il vaccino prevede già la copertura: ''il virus AH1N1, il virus H3N2 che - spiega l'esperto - la precedente stagione aveva subito una mutazione mentre quest'anno è lo stesso dell'anno scorso, ed un virus di tipo B''. Ad oggi, i casi totali registrati non hanno dunque ancora superato il tetto del milione, ed anche se ''potrebbe sempre verificarsi una coda influenzale più lunga, non credo - rileva - che il picco, atteso per febbraio, supererà i livelli dello scorso anno''.

 

Quanto alla variante del virus influenzale AH1N1 - che determinò la pandemia del 2009 - individuata in alcuni maiali in Cina, il virus EAH1N1, Rezza invita ad evitare allarmismi. I ricercatori cinesi, in uno studio di recente pubblicato su Pnas, avevano invitato ad un'azione ''immediata per evitare la trasmissione agli esseri umani'', ma secondo l'esperto ''il pericolo che tale virus contagi l'uomo e, facendo un salto di specie, renda possibile la sua trasmissione da uomo a uomo, è solo teorico e potenziale''. La nuova variante, infatti, chiarisce Rezza, ''è ora rilevata solo negli animali e per questo - conclude - ciò che è fondamentale è, al momento, il monitoraggio degli animali in Cina e delle persone che lavorano a diretto contatto con loro''.

 

"In questi giorni, pur in presenza di pochi casi di influenza, con un tempo mite,assistiamo ad un affollamento delle strutture di Pronto Soccorso, ed ad un'elevata affluenza nelle strutture della medicina generale, dagli studi, agli ambulatori aperti il Sabato e la Domenica, che hanno registrato in dodici mesi circa 50.000 accessi. Senza polemica alcuna riteniamo che piu' che limitarci ad elencare i problemi, sia necessario concentrarsi sulle soluzioni". Così il segretario Fimmg Roma Pierluigi Bartoletti. "La Fimmg Lazio - prosegue - da tempo ha intrapreso un percorso di collaborazione con i colleghi ospedalieri, cercando di semplificare, con progetti comuni, il percorso di salute dei cittadini del Lazio, soprattutto, per ora, in Oncologia, dove recentemente è stato siglato un protocollo sperimentale con l'Ifo che consente entro 5 giorni di avere una visita nel caso di sospetto di patologia oncologica dell'apparato digerente o della pelle. Prima di parlare di contratti, bisogna parlare del servizio che si vuole dare ai cittadini, bisogna dare risposte certe a chi oggi, purtroppo, deve aspettare mesi per un a visita o stazionare per giorni in barella. I problemi del Lazio sono da sempre l'assistenza domiciliare, le liste di attesa, la disomogenea distribuzione di posti letto tra Roma e le province, e la difficoltà di ripensare un sistema che veda alla base, prima dei contratti dei medici,l'idea ed il progetto di servizio da rendere ai cittadini".

 

"Siamo disponibili, come sempre, a ragionare sul miglioramento e l'innovazione del servizi - conclude - ed a dare il nostro contributo all' Istituzione fornendo le nostre proposte che vanno da un miglioramento dei rapporti tra Ospedale e Territorio, attraverso il dialogo ed alla collaborazione tra i professionisti, alla semplificazione dei percorsi di salute per persone che non possono aspettare mesi per una visita, alla effettiva applicazione dell'Accordo Regionale che stenta a decollare soprattutto per la gestione delle patologie croniche".

 

 

fonte: ansa