Ddl concorrenza, 116 emendamenti sulle farmacie

Farmacia | Redazione DottNet | 19/01/2016 14:14

Modifiche all’articolo 48 del ddl concorrenza sulle norme relative alla titolarità del capitale e al trasferimento delle farmacie sovrannumerarie.

Sono 116 gli emendamenti che chiedono modifiche all’articolo 48 del ddl concorrenza, quello che contiene le norme su apertura della titolarità al capitale e trasferimento delle farmacie sovrannumerarie. E’ il conteggio che risulta a sfogliare il fascicolo in cui sono confluite le oltre mille proposte depositate venerdì scorso in commissione Industria, al Senato. Una valanga di interventi che ha preso alla sprovvista il presidente della Commissione stessa, Massimo Mucchetti, e il relatore di Ap Luigi Marino, secondo il quale ora l’obiettivo è portare il disegno di legge in aula entro la prima settimana di febbraio.

Intanto, a passare in rassegna gli emendamenti all’articolo 48 ci si imbatte in diversi “déjà vu”, già bocciati in prima lettura alla Camera. E’ il caso innanzitutto delle solite richieste di deregulation dei farmaci con ricetta, ma meritano un cenno anche gli emendamenti che mirano a convertire le parafarmacie in farmacie: originali, tra le altre, le proposte Margiotta (Gruppo misto), Buemi (Autonomie) e Petrocelli (M5S), che introducono per il biennio 2016-2018 una deroga alla Pianta organica in modo da consentire l’apertura di nuove sedi solo su domanda (con cauzione di 100mila euro) da parte di quei farmacisti che dimostreranno «di avere locali idonei» distanti almeno 1.500 metri dalle farmacie già esistenti.

Raccolgono invece il parere già espresso prima di Natale dalla commissione Lavoro (e gli orientamenti emersi la settimana scorsa in commissione Igiene e Sanità) gli emendamenti che ripropongono limiti alla presenza del capitale nella proprietà delle farmacie, allargano le incompatibilità a chi svolge intermediazione o distribuzione all’ingrosso del farmaco, riservano ai soci farmacisti la maggioranza delle quote o dei voti nelle delibere societarie o ancora pongono un tetto al numero di farmacie di cui può disporre una catena (in ogni regione non più del 10% del totale).

Tra gli altri emendamenti, infine, da segnalare le proposte che impongono alle società di capitale un contributo del 2% a beneficio dell’Enpaf per fini previdenziali (tra i firmatari anche Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, nella foto), un paio di modifiche dirette a consentire alle farmacie l’impiego di «principi attivi realizzati industrialmente» nelle preparazioni galeniche e un intervento per l’erogazione una tantum alle farmacie rurali di un sussidio straordinario pari al 65% dell’indennità annuale prevista dalla 221/1968.

 

fonte: federfarma

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato