L’effetto dell’attività fisica strutturata sul sonno negli anziani

Medical Information Dottnet | 19/01/2016 16:48

Rispetto all’educazione sanitaria, l’attività fisica strutturata ha determinato minore probabilità di presentare scarsa qualità del sonno.

Lo studio clinico, multicentrico e randomizzato, condotto da Vaz Fragoso et al. ha avuto come obiettivo principale la valutazione dell'effetto dell’attività fisica strutturata sul comportamento sonno-veglia in soggetti anziani (sedentari e con difficoltà di deambulazione) residenti in case di cura per la terza età.

L'attività fisica di moderata intensità è stata confrontata all'educazione sanitaria, con comportamenti sonno-veglia pre-specificati come outcome, durante un periodo di intervento programmato che andava da 24 a 30 mesi.

Sono stati esaminati un totale di 1635 soggetti, residenti in case di cura e con età compresa tra i 70 e gli 89 anni, che inizialmente conducevano una vita sedentaria e avevano un punteggio Short Physical Performance Battery (SPPB) inferiore a 10.

Per la valutazione del comportamento sonno-veglia sono stati utilizzati l’indice Insomnia Severity Index (ISI) (≥8 insonnia definita), la scala Epworth Sleepiness Scale (ESS) (≥10 sonnolenza diurna definita) e l’indice Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) (> 5 per una scarsa qualità del sonno) all’inizio dello studio (baseline) e dopo 6, 18 e 30 mesi.

I due gruppi d’intervento, a cui i pazienti sono stati assegnati in modo causale, erano simili in termini di variabili demografiche di base, tra cui l'età media (79) e il sesso (67% donne) dei partecipanti. L’attività fisica strutturata ha determinato un rischio significativamente più basso di presentare scarsa qualità del sonno (Rapporto di Probabilità Corretto (RPc) per PSQI>5=0.80, intervallo di confidenza (IC) del 95%= 0.68-0.94), incluso un numero più basso di nuovi casi (RPc per PSQI> 5=0.70, IC del 95%=0.54-0.89), rispetto all’educazione sanitaria, ma non nella risoluzione di casi prevalenti (RPc per PSQI≤5=1.13, IC del 95%=0.90-1.43). Non è stato rilevato un effetto significativo dell’intervento sull'ìndice ISI o la scala ESS.

I risultati dello studio hanno dimostrato che l’attività fisica strutturata ha determinato una minore probabilità di sviluppare una scarsa qualità del sonno (PSQI> 5) durante il periodo di intervento rispetto all’educazione sanitaria ma non ha avuto effetto sui casi prevalenti di scarsa qualità del sonno o sui comportamenti sonno-veglia valutati utilizzando l'indice ISI o la scala ESS. Questi risultati hanno evidenziato che i benefici dell'attività fisica in questo campione di pazienti sono stati di natura preventiva e limitati al comportamento sonno-veglia valutato utilizzando l’indice PSQI.

Riferimenti bibliografici:

Vaz Fragoso CA, Miller ME, King AC, Kritchevsky SB, Liu CK, Myers VH, Nadkarni NK, Pahor M, Spring BJ, Gill TM; Lifestyle Interventions and Independence for Elders Study Group. Effect of Structured Physical Activity on Sleep-Wake Behaviors in Sedentary Elderly Adults with Mobility Limitations. J Am Geriatr Soc. 2015 Jul;63(7):1381-90.