Ex specializzandi, appello dal Parlamento: subito la soluzione

Redazione DottNet | 20/01/2016 15:43

Il testo: «Urgente trovare soluzione dopo ultime sentenze e nuovi orientamenti Cassazione Diritto ai rimborsi esteso anche a chi ha cominciato a specializzarsi nel 1978 Aumenta il rischio esborso per lo Stato: già superata quota 4 miliardi»

«Risolvere definitivamente l’enorme contenzioso aperto tra i medici ex specializzandi e lo Stato». Questo propone la mozione, presentata dal senatore NCD Piero Aiello, e firmata da altri 20 colleghi, di aree diverse, ma prevalentemente rappresentanti della forza di governo. Un altro forte richiamo, dunque, al Parlamento ad affrontare il problema già messo in evidenza da tempo con la presentazione di ben tre Disegni di Legge, assolutamente trasversali. L’atto (mozione 1-00498), presentato nella seduta 554 del 16 dicembre scorso, rappresenta la svolta definitiva nella questione.

 

Oltre a ripercorrere tutta la vicenda, ha messo in evidenza, da una parte, il diritto all’indennizzo negato ai medici che si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006, e dall’altra l’esposizione sempre maggiore per le casse dello Stato, alla luce delle ultime sentenze e delle pronunce della Cassazione. Nel testo della mozione si fa riferimento alla recentissima sentenza del Tribunale di Bologna (n. 3063/2015), che nell’accogliere un ricorso presentato dai legali di Consulcesi Group ha applicato il nuovo orientamento della Suprema Corte (Cass. n. 10612/2015; Cass. n. 17434/2015), estendendo i rimborsi anche a ciascun anno di specializzazione tra il 1978 e il 1983. In precedenza il diritto era stato riconosciuto solo ai medici ai quali era stata negata la borsa di studio, in violazione di precise direttive europee, nel periodo compreso tra il 1983 ed il 2006. In totale, secondo le stime della FNOMCeO, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri, si tratta di 160mila medici specializzati coinvolti.


«Estendendo la possibilità di agire in sede legale anche a chi ha iniziato a specializzarsi, sostanzialmente dal 1978 in poi – si legge nella mozione –, il rischio di esborso per lo Stato, ora calcolato già oltre 4 miliardi, rischia di diventare ancora maggiore, proprio per via dell'aumento degli anni di specialità, che possono essere rimborsati. Appare, dunque, sempre più urgente trovare una soluzione», impegnando «il Governo a valutare l'opportunità di porre definitivamente rimedio a tale disparità di trattamento, mediante il riconoscimento ai medici specializzandi, di cui trattasi e che abbiano prodotto regolare ricorso, di un congruo indennizzo di quanto loro dovuto e previsto dalla normativa europea e nazionale, secondo principi di equità e giustizia, anche al fine di risolvere definitivamente l'enorme contenzioso apertosi tra i medici, che non hanno visto riconoscersi un loro legittimo diritto, e lo Stato italiano».
Consulcesi Group plaude alla nuova iniziativa parlamentare, sottolineando l’importanza di giungere presto ad una soluzione.


«Eccoci alla svolta definitiva. È un atto politicamente rilevante nei confronti del governo, che deve assumersi la responsabilità politica di comportarsi diversamente dall'indirizzo indicato da quanto “consigliato” da ben 21 senatori. La giurisprudenza è ormai consolidata a favore dei camici bianchi – commenta il presidente Massimo Tortorella – ed insieme alle sentenze arrivano sempre più velocemente anche i rimborsi. La questione, come sottolineato anche dal premier Renzi in un Question Time alla Camera, rappresenta la principale voce di spesa per Palazzo Chigi. È, quindi, opportuno un intervento politico teso non solo a salvaguardare le casse dello Stato, ma anche a dare una risposta rapida e certa a migliaia e migliaia di medici ingiustamente penalizzati. In attesa che le istituzioni facciano la loro parte - conclude il presidente di Consulcesi Group - continueremo noi a rappresentare le istanze dei medici specialisti attraverso i ricorsi, che stando anche alla recente mozione ed ai testi dei precedenti Ddl, sono l’unica strada per ottenere l’indennizzo al momento dell’accordo transattivo con lo Stato».