Miniproroga 730 precompilato: il nuovo termine è il 9 febbraio

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 24/01/2016 14:01

I 730 saranno disponibili dal 15 aprile e potranno essere inviati a partire da maggio. I consigli di Federfarma

Arriva una miniproroga per l'invio all'amministrazione finanziaria da parte di medici, farmacie e strutture sanitarie delle spese mediche effettuate nel corso del 2015, da inserire nel 730 precompilato di quest'anno. Il nuovo termine fissato dall'Agenzia delle Entrate slitta dal 31 gennaio al 9 febbraio "per andare incontro alle esigenze degli ordini professionali e dalle associazioni di categoria". L'appuntamento con la dichiarazione precompilata resta però fermo alla primavera: i 730 saranno disponibili dal 15 aprile e potranno essere inviati a partire da maggio.

 

Il rinvio, anche se di pochi giorni, era nell'aria già da giovedì scorso, da quando cioè il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, ha fatto presente le difficoltà delle farmacie nel conservare gli scontrini "parlanti" relativi ai farmaci senza ricetta o con sola ricetta bianca (quelli acquistati con la "rossa" saranno invece regolarmente inseriti). Il lavoro per l'ingresso delle spese sanitarie nel 730 precompilato è partito oltre un anno fa, ma solo negli ultimissimi mesi, praticamente a ridosso del termine del 31 gennaio, le farmacie avrebbero evidenziato difficoltà di gestione tali da portare a vere e proprie carenze rispetto agli obblighi previsti dal decreto legislativo di attuazione della delega fiscale di novembre 2014. Dopo una lunga serie di incontri nel corso del 2015 tra l'Agenzia delle Entrate, il Garante della Privacy e la Ragioneria generale dello Stato per analizzare e risolvere tutti i possibili incagli dell'operazione, la mancata memorizzazione dei dati degli scontrini da parte delle farmacie, che le ha impossibilitate a trasmettere le informazioni al Sistema Tessera Sanitaria, sarebbe emersa solo all'inizio di dicembre scorso.

 

Le problematiche sollevate allora da Federfarma avrebbero riguardato, in particolare, le regole di archiviazione, la privacy del cittadino e il rischio per i farmacisti di dover pagare sanzioni elevate, considerato il volume elevato degli scontrini emessi quotidianamente. Questioni che sarebbero state in realtà in parte già superate, ad esempio con l'introduzione di un tetto massimo alle sanzioni (proprio per attenuarne la misura in caso di errore massiccio) o con la possibilità offerta al contribuente di tutelare la propria privacy manifestando la propria opposizione all'utilizzo dei dati, accedendo direttamente al Sistema Tessera Sanitaria o rivolgendosi all'Agenzia delle Entrate. Il nodo è stato dunque quello dei tempi. Quando le farmacie hanno comunicato le loro difficoltà, l'avvio della sperimentazione era già alle porte e la partenza è stata quindi compromessa. Pur avendo risolto problemi simili con i medici e gli specialisti, le spese sanitarie 2015 sono risultate infatti incomplete proprio relativamente agli scontrini farmaceutici.

 

Il ticket, sulla ricetta Ssn e sul prezzo di rimborso dell’equivalente (differenza a carico dell’assistito); tutti i farmaci acquistati privatamente, compresi omeopatici e veterinari; i prodotti di protesica integrativa e i dispositivi medici con marcatura CE; infine, le prestazioni di servizio come autoanalisi, esami in telemedicina e così via. Rientrano in queste categorie le spese sanitarie detraibili per le quali scatta l’invio telematico a Sogei dello scontrino fiscale “battuto” dalla farmacia. Lo ricorda Federfarma in una circolare esplicativa diffusa ieri agli associati per rispondere ad alcuni quesiti giunti in queste settimane al sindacato o a Promofarma: «le banche dati» spiega la Federazione «sono state aggiornate perché aggancino automaticamente ogni singola riga dello scontrino a una delle sei classi di spesa sopra elencate». La farmacia, di conseguenza, non deve verificare se il prodotto riportato sullo scontrino sia detraibile o deducibile: sarà l’Agenzia delle Entrate a vagliare, anche nel caso in cui spese detraibili e non siano riportate sullo stesso scontrino.

Dalla circolare chiarimenti anche in tema di privacy: nel momento in cui l’assistito esibisce la tessera sanitaria perché venga riportato sullo scontrino il proprio codice fiscale, dà l’implicito assenso alla detrazione della spesa dal suo 730 online (al contrario, per opporsi gli basta rifiutare la tessera e ricevere uno scontrino privo di codice). La farmacia, invece, dovrà informarsi esplicitamente delle intenzioni del cliente quando il codice fiscale viene fornito per altre ragioni: per esempio, quando la spesa deriva da una ricetta rossa (o da un promemoria) e c’è da “scontrinare” il ticket.

Sempre a proposito di codice fiscale, il consiglio che arriva da Federfarma è quello di ricavare il dato sempre e soltanto dalla Tessera sanitaria: in questi giorni, Sogei ha registrato parecchi errori nei codici fiscali in arrivo causati con ogni probabilità dall’uso di tessere punti o altre card che chiedono al gestionale di ricavare automaticamente il codice fiscale del cliente (un sistema però che non sempre garantisce risultati affidabili). Da non dimenticare, poi, che sono da inviare anche gli scontrini parlanti emessi dai dispensari, dalle farmacie succursali e da ogni altra dipendenza della farmacia territoriale: le software house, ricorda quindi la circolare, dovranno mettere anche tali strutture nella condizione di trasmettere.

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