Medici contro pazienti: polemiche sul Ddl responsabilità

Redazione DottNet | 25/01/2016 20:34

Votare no ad articolo che 'scarica' onere prova sul paziente

Un appello ai parlamentari "affinché esprimano voto contrario all'articolo che ribalta l'onere della prova dal professionista al cittadino malato, il quale dovrà dimostrare non solo il danno ma anche la dinamica dell'errore e la responsabilità". E' la richiesta che arriva dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva e dal Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), in merito al ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario, approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera e arrivato nell'Aula di Montecitorio.

 

Votando sì all'articolo 7 del testo, afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, "i parlamentari rischiano di assumersi la responsabilità che una persona anestetizzata, che non ha studiato medicina, che non scrive la cartella clinica, spesso incompleta e illeggibile, che non riceve un certificato dopo una visita, dovrà con questi strumenti ricostruire precisamente e senza lacune tutti i fatti. Siamo propri sicuri che ce la possa fare? Se la risposta è no, chiediamo un atto di responsabilità e che il voto sia contrario".

 

Qualora il Parlamento votasse a favore del ribaltamento dell'onere della prova sul cittadino, aggiunge Aceti, "non potrà sottrarsi dal rendere contestualmente obbligatoria l'installazione di sistemi di video-sorveglianza in ogni ambiente delle Strutture sanitarie, per mettere veramente il paziente nelle condizioni di provare tutto quello che è accaduto"."Attendiamo una legge che disciplini il tema della responsabilità professionale del personale sanitario da circa un decennio. Con questa pdl saremo in grado di aumentare garanzie e tutele per gli esercenti delle professioni sanitarie e nello stesso tempo assicurare ai paziente la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti".

 

È quanto ha detto Federico Gelli (Pd), relatore del ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario, illustrando oggi il provvedimento nell'aula di Montecitorio. Obiettivo del testo, che unifica otto proposte di legge, è quello di ridurre i costi e i danni prodotti dalla medicina difensiva, cioè caratterizzata da un eccesso di prescrizioni dettate dalla paura di contenziosi legali con i pazienti. "Non si tratta assolutamente di un provvedimento sbilanciato a favore dei professionisti ma tende a ricostituire un nuovo equilibrio nel rapporto tra medico e paziente", ha spiegato il deputato nel suo intervento. Inoltre, ha aggiunto, "vuole rispondere a due problemi cogenti quali la mole del contenzioso medico legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica". Il provvedimento, ha concluso Gelli, "propone soluzioni" a questi problemi, "in linea con quanto già avviene in altri Paesi europei".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato