Cdc, no agli antibiotici per le infezioni respiratorie acute

Redazione DottNet | 26/01/2016 18:35

Aumentano resistenze e rischio effetti avversi

No alla prescrizione inappropriata di antibiotici agli adulti per raffreddore, bronchiti semplici, faringiti, sinusiti, polmoniti. E non solo perchè diffondono l'antibiotico-resistenza, ma anche per i possibili effetti collaterali. A dirlo gli esperti dell'American College of Physicians (Acp) e dei Centers for Diseases Control and Prevention (Cdc) in uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine.

Secondo i medici americani, la prescrizione inappropriata degli antibiotici è da evitare, considerando la diffusione del fenomeno dell'antibiotico-resistenza, oramai una vera e propria minaccia per la salute pubblica. Tutto ciò infatti ha non solo conseguenze dal punto di vista clinico e costi a carico dei servizi sanitari, ma espone anche i pazienti a possibili reazioni avverse. Secondo le stime presentate nello studio, dal 5% al 25% dei pazienti che usa gli antibiotici ha effetti collaterali, e circa 1 su 1000 ha un evento avverso grave.

Inoltre il 20% degli accessi al pronto soccorso tra quelli da reazioni indesiderate ai farmaci è causato proprio da un antibiotico, con una gravità che può essere lieve (diarrea e prurito) fino a grave e pericolosa per la vita (come la sindrome di Stevens-Johnson, l'anafilassi o l'attacco cardiaco). Per questo si raccomanda ai medici di non iniziare l'antibiotico in pazienti con raffreddore comune e bronchite, a meno che non si sospetti una polmonite, di testare i pazienti con sintomi che suggeriscono una faringite da streptococco A, e di riservare l'antiobitico al trattamento di rinosinusiti acute con sintomi che durano da più di 10 giorni. Con una corretta prescrizione degli antibiotici si potrebbe avere un notevole risparmio, conclude lo studio, che si è calcolato essere pari a 3 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti.

 

fonte: ansa