Rezza (Iss): in estate focolai di Zika anche in Italia

Redazione DottNet | 27/01/2016 19:51

Il virus arriva da zanzare locali; l'infezione non è grave, ma lo è per le donne incinte

Al momento l'infezione da virus Zika, sospettato di causare gravi patologie fetali come la microcefalia, è causata solo dalle zanzare Aedes presenti soprattutto in America Latina ed i casi registrati in Europa sono tutti 'di importazione', ovvero in persone che avevano viaggiato nelle zone colpite, ma con l'arrivo dell'Estate l'allerta salirà: ''Nel periodo estivo non si può infatti escludere la possibilità che si inneschi una catena di trasmissione 'locale', ovvero attraverso le zanzare naturalmente presenti sul nostro territorio''. A mettere in guardia è il direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Gianni Rezza, precisando che si tratta comunque di una ''probabilità bassa''.

''Il fatto che qualcuno torni in Italia dall'America Latina infettato dal virus - spiega Rezza - non è un problema ora che siamo in Inverno. In Estate però, con la stagione delle zanzare, il pericolo che si instauri una catena di trasmissione nel nostro territorio c'è: la persona infetta, venendo punta da una zanzare tigre locale, rende infatti quella zanzara 'vettore' del virus e, dunque, allarga la possibilità che altre persone si infettino''. Una eventualità già verificatasi in Francia per la Chicungunya ed in Italia per la Dengue che, veicolate da zanzare non presenti sul territorio europeo, si sono diffuse localmente in Estate proprio a causa del ruolo delle zanzare 'del luogo'.

Ad ogni modo, aggiunge l'esperto, ''i controlli nei Paesi europei interessati hanno poi debellato tali infezioni e va detto che già dallo scorso anno il nostro ministero della Salute ha incluso il virus Zika nel monitoraggio previsto per le persone che rientrano da zone infette''. Dunque, aggiunge Rezza, ''bando agli allarmismi: certamente non c'è il pericolo che il virus Zika arrivi nel nostro Paese da un giorno all'altro e va anche precisato che tale virus raramente porta complicanze serie ed è meno pericoloso dei virus della Dengue e della Chikungunya, veicolati dalle stese zanzare''.

E' però vero, avverte l'epidemiologo, che ''il problema sussiste per le donne in gravidanza e per il rischio che Zika possa determinare gravi patologie fetali come la microcefalia.

La possibilità che donne gravide siano infettate e che il virus, qualora fosse confermato, risulti davvero la causa della microcefalia, innesca infatti un allarme globale per le conseguenze che un'epidemia di questo tipo porterebbe in termini, umani, sociali ed economici''. Da qui, l'avvertenza di Usa e Gran Bretagna, oltre che del Centro europeo per il controllo delle malattie, alle donne incinte, di non recarsi nei paesi colpiti dai focolai di Zika: ''Consigliare alle donne in gravidanza di non viaggiare nei paesi colpiti - conclude Rezza - è semplicemente un'indicazione di buon senso''.

La paura del virus Zika diventa globale. Mentre si aggrava in Brasile il bilancio dei neonati con microcefalia nati da madri infette, ed in Europa aumentano i casi di infezione segnalati - con un nuovo caso, il quinto, anche in Italia - in campo sono scesi anche i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Barack Obama, seriamente preoccupati per il rapido diffondersi del virus. Per questo Obama ha fatto una richiesta precisa: velocizzare la ricerca per la diagnosi, prevenzione e cura delle infezioni causate da Zika.

Cresce dunque l'allerta mondiale, con il leader del Cremlino che ha chiesto al ministro della Salute di prestare attenzione all'eventualità che il virus arrivi in Russia dall'America Latina: ''Qualcosa di disgustoso - ha detto Putin - sta anche arrivando dall'America Latina. Qualche virus. Di certo le zanzare non voleranno sull'Oceano, ma persone infette potrebbero ben farlo e lo stanno facendo''. Obama ha invece incontrato alla Casa Bianca le autorità sanitarie e della sicurezza nazionale per fare il punto della situazione, sottolineando la necessità che tutti gli americani siano informati sul virus e sul come proteggersi. Intanto, le autorità statunitensi hanno già raccomandato alle donne incinte di rimandare viaggi nelle aree dei Caraibi e del Sud America colpite da focolai del virus: ad oggi, sono quattro gli statunitensi nell'area di New York risultati positivi a Zika e due sono nella Grande Mela.

I casi segnalati di infezione - tutti in persone, ora guarite, rientrate da viaggi in Paesi a rischio dell'America latina - fanno registrare una escalation anche in Europa: solo oggi, un primo caso è stato segnalato in Danimarca, cinque in Portogallo, mentre un nuovo caso - che si aggiunge ai quattro già noti - si rileva in Italia. Si tratta di una cittadina italo-venezuelana che è stata curata circa un mese fa in Veneto, a Treviso. Ma è in Brasile che si rileva la situazione più allarmante: il Paese, ha riferito il ministro della Sanità, ha registrato 4.180 casi sospetti di microcefalia. Fino al 16 gennaio le segnalazioni erano state 3.893: in base alle ultime cifre, nel Paese sudamericano si stanno manifestando circa 200 nuovi casi ogni settimana e in totale, nel 2015, i casi di infezione si stimano tra 497.593 e 1.482.701. La stessa presidente brasiliana, Dilma Rousseff, ha promesso il ''massimo impegno'' del governo nella lotta contro l'epidemia, dicendosi ''sicura che avremo un vaccino, anche se ci vorrà un pò di tempo''. Il governo brasiliano ha anche deciso di concedere un assegno mensile alle madri di bambini per i quali è stata diagnosticata la microcefalia.

Una buona notizia arriva dagli Usa, dove il governo ha annunciato l'avvio della ricerca negli Stati Uniti per mettere a punto un possibile vaccino: ''Non accadrà in una notte - ha affermato lo scienziato Anthony Fauci del National Institutes of Health (NIH) - ma ci sono vaccini in diversi stadi di sviluppo per altri virus della stessa famiglia come i virus della dengue, West Nile e chikungunya, che offrono un modello per creare qualcosa di simile anche contro Zika''. I ricercatori del Nih hanno avviato gli studi e l'Agenzia sta anche programmando di aumentare i finanziamenti ad alcuni scienziati brasiliani per accelerare la ricerca.

 

fonte: ansa

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