Novartis, il superfranco pesa sui conti: l'utile registra un -34%

Redazione DottNet | 27/01/2016 20:57

Pronto un piano di rilancio da 7 miliardi di dollari. La situazione in Italia

Gli effetti del super-franco si misurano un anno dopo la decisione della Banca Centrale Svizzera di cancellare il tetto di 1,2 a 1 con l'euro. Era il 15 gennaio 2015 ed a farne le spese oggi è Novartis, che chiude l'esercizio con un crollo del 34,7% dell'utile netto a 7 miliardi di dollari (6,47 miliardi di euro) a cambi correnti. In linea teorica il calo sarebbe del 18% a cambi costanti, per effetto anche di partite straordinarie che avevano gonfiato l'utile 2014 ed hanno pesato su quello del 2015 rispettivamente per 7 e per 1,2 miliardi di dollari.

 

Andamento simile per i ricavi, scesi o saliti del 5% a seconda che si considerino i cambi correnti o quelli costanti, a quota 52,18 miliardi di dollari (49,4 miliardi di euro), cifre che hanno influito sull'andamento del titolo in Borsa a Zurigo, dove a a fine giornata ha ceduto il 3,7% a 8,55 franchi. Un risultato atteso, che ha indotto il management a predisporre un piano di rilancio del costo di 7 miliardi di dollari, spalmati in 5 anni, con tranche da 1,4 miliardi l'anno, per "tornare a crescere", come ha annunciato l'amministratore delegato Joseph Jimenez, che anche nel 2015 si è dovuto accontentare di un compenso lordo di 11,6 milioni di franchi, un milione in meno rispetto al 2014. A regime il piano porterà benefici per 1 miliardo di dollari l'anno a partire dal 2020, con i primi risparmi previsti già nel 2016, anno che si chiuderà con una crescita che Jimenez prevede "a media cifra singola (tra il 5 ed il 9%, ndr) nel secondo semestre" per quanto riguarda i ricavi.

 

Novartis intende riorganizzare le proprie divisioni concentrando in Alcon le "attività principali di chirurgia e cura dell'occhio (Surgical & Vision Care)", spiega Jimenez, mentre i farmaci cosiddetti 'maturi', privi di attività promozionali, che valgono complessivamente 0,82 miliardi di euro di fatturato, saranno trasferiti a Sandoz. Il principio ispiratore di tutti gli interventi è la "centralizzazione dei processi produttivi" che prevede il raggruppamento di tutte le divisioni in una "singola unità tecnica operativa". Novartis prevede inoltre di trasferire da Alcon alla Divisione Farmaci (Pharmaceuticals Division) i prodotti oftalmici, che valgono 3,49 miliardi di euro (3,8 miliardi di dollari) in termini di fatturato, in modo da creare il "principale produttore mondiale di oftalmici" con un fatturato di circa 5,52 miliardi di euro (6 miliardi di dollari).

 

Quanto all'Italia, dove è stata ceduta la divisione vaccini, assai rilevante, il fatturato 2015 è salito del 2,7% a parità di perimetro e scivolato del 19,9% a 1,62 miliardi di euro, in valore assoluto. La sede centrale è a Origgio (Varese), ma i 2.316 dipendenti operano anche nelle unità di Torre Annunziata (Napoli) e Rovereto (Trento). Nessun interesse invece per il centro di ricerca di Nerviano Medical Science, controllato dalla Regione Lombardia, che, secondo il responsabile Pharma Europa di Novartis Guido Guidi "richiederebbe un investimento troppo alto, di alcune decine di milioni di euro".

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