Responsabilità del medico, niente colpe se si seguono le linee guida

Redazione DottNet | 28/01/2016 20:04

Approvato il Ddl sulla responsabilità professionale: linee guida all’Iss, audit precluso alla magistratura e responsabilità extracontrattuale anche per i medici convenzionati

Attesa da anni come soluzione per limitare il contenzioso legale che vede protagonisti medici e pazienti, la legge sulla responsabilità medica è un po' più vicina. L'aula di Montecitorio a votato a favore della proposta di legge che aumenta le tutele per i professionisti sanitari, scagionandoli dall'accusa di colpa grave qualora abbiano rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida. Obiettivo quello di rasserenare il clima e diminuire il ricorso alla medicina difensiva, ovvero la prescrizione di farmaci, ricoveri ed esami non dettati da reale necessità ma volti a prevenire eventuali denunce. Parla di una "svolta storica nella lotta alla medicina difensiva" il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, perché "il testo assicura l'equilibrio tra tutela dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità". Ma secondo le associazioni dei pazienti rischia di rendere più difficile, per le vittime di errore sanitario, ottenere giustizia.

Approvato con 307 sì, 84 no e 12 astenuti, il testo sottolinea l'obbligo di assicurazione per le strutture, istituisce l'Osservatorio per la sicurezza in sanità e un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati, rafforza l'obbligo di conciliazione e prevede l'azione diretta nei confronti dell'assicurazione. Assegna inoltre un ruolo centrale all'Istituto Superiore della Sanità nel coordinare un lavoro sulle linee guida elaborate da società scientifiche. "Siamo onorati - afferma il presidente Walter Ricciardi - di aver ricevuto l'importante responsabilità sulle Linee Guida cui l'Istituto contribuirà grazie alle esperienze maturate su questo tema così rilevante dal punto di vista etico e professionale".

Per Federico Gelli (nella foto) responsabile sanità Pd e relatore del testo "ieri è stato raggiunto un traguardo epocale per tutto il sistema sanitario". Una legge "equilibrata, che non favorisce nessun potere forte" secondo il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti (Democrazia Solidale-Centro Democratico). Ma non mancano le voci contrarie a partire da quelle dei pazienti. Parla di una "legge beffa per le vittime di errori medici" Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale Diritti del Malato-Citttadinanzattiva. "Una delle pagine più buie per la politica sanitaria pubblica sui diritti del malato", spiega puntando il dito contro l'introduzione dell'assicurazione di tipo extracontrattuale per i medici, che prevede inversione dell'onere della prova e riduzione dei tempi di prescrizione da 10 a 5 anni. "Fino ad oggi - sottolinea Aceti - il paziente doveva solo denunciare di aver subito il danno. Un domani dovrà anche provare la condotta colposa, imprudente o negligente del medico. E questo sulla base di una cartella clinica, spesso incompleta o fumosa e comunque compilata dal soggetto che potrebbe aver fatto il danno". A votare contro in aula sono stati Sel e M5s. La legge, secondo Marisa Nicchi (Sel), "danneggia i pazienti vittime di malasanità e toglie autonomia ai medici che saranno costretti a rispettare alla lettera le linee guida per tutelarsi". Per i Cinquestelle "aumenterà i profitti delle società assicuratrici e non ridurrà i casi di malasanità ma soltanto i risarcimenti".

Soddisfatti i medici, da quelli di famiglia della Fimmg ai chirurghi ospedalieri dell'Acoi. La legge passa ora a Palazzo Madama, dove la Commissione Igiene Sanità, dichiara la presidente Emilia Grazia De Biasi (Pd), "è pronta per affrontare in tempi certi la seconda lettura della legge"


Tra l'altro è prevista l'obbligatorietà di assicurazione per tutte le strutture pubbliche e private, così come un'azione di rivalsa nei confronti del professionista, una volta che egli venga condannato per dolo ma anche per colpa grave. Vengono quindi disciplinate le modalità di rivalsa: perché, spiega il relatore Federico Gelli (Pd) "è estremamente corretto che se il professionista ha sbagliato paghi". Arriva un rafforzamento della obbligatorietà della conciliazione, in modo da alleggerire il carico giudiziario ma anche a beneficio del danneggiato e del professionista, che potranno chiarire le loro rispettive posizioni senza dovere avviare un contenzioso legale. Il soggetto danneggiato potrà esercitare una azione diretta nei confronti dell'impresa di assicurazione della struttura sanitaria o dell'assicurazione del libero professionista; si attiva un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria e si istituisce l'Osservatorio nazionale per la sicurezza in sanità. L'ultimo dei 14 articoli della proposta di legge approvata a Montecitorio circa di mettere ordine nel ginepraio determinato oggi dalla nomina di consulenti tecnici d'ufficio, dei consulenti tecnici di parte e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria, fissando per i periti paletti certi rispetto alla competenza ed all'esperienza richiesta. 


 

Una ''svolta storica nella lotta alla medicina difensiva'', commenta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla notizia dell'approvazione.  "E' un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva perché - sottolinea Lorenzin in una nota - assicura l'equilibrio tra la tutele dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e il diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità. Il testo approvato dai parlamentari, che si è giovato del prezioso contributo della Commissione ministeriale, da me fortemente voluta e presieduta dal Professor Alpa, cambia la responsabilità del medico sia da un punto di vista penale, poiché il medico non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le linee guida, che civile, prevedendosi la natura extracontrattuale della responsabilità dei medici non liberi professionisti con conseguente inversione dell'onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione; viene, inoltre, introdotta l'azione diretta nei confronti dell'assicurazione; il tentativo obbligatorio di conciliazione pone un freno al proliferare dei contenziosi giudiziari; viene limitata, da un punto di vista della quantificazione, l'azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del medico; viene creato un fondo di garanzia per le vittime di malasanità''. ''Abbiamo dunque mantenuto l'impegno assunto nei confronti dei medici, grazie a un provvedimento equilibrato che consentirà loro - conclude - di lavorare con maggiore serenità senza, tuttavia, pregiudicare i pazienti, che vedono comunque tutelati in modo chiaro e diretto i loro diritti".

 

I casi e i numeri di malasanità

Garze lasciate nello stomaco, gesso sulla gamba sbagliata, parti finiti in tragedia ma anche errata diagnosi di una patologia. Sono circa 30.000 le denunce di malpractice medica in un anno e in continua lieve diminuzione, ma in media sei su dieci rimangono senza seguito. E' la stima dell'Ania, l'Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici attive in Italia, sulla base dei dati del Rapporto 2014-2015, che mostra il contesto da cui è nata l'esigenza della legge sulla responsabilità medica approvata oggi dall'Aula di Montecitorio.

 

Nel 2013 sono stati 30.400 i sinistri aperti, di cui la maggioranza, quasi 18.400, relativi a polizze stipulate dalle strutture sanitarie. Eppure spessissimo, nel 60% dei casi, le denunce muoiono là, e non sono seguite da risarcimenti. "A volte perché il fatto non sussiste, - commenta Dario Focarelli, direttore generale Ania - altre perché si denunciano spesso più persone per lo stesso episodio di malpractice, per il quale solo una persona risulta alla fine responsabile". Dopo le forti crescite degli ultimi 20 anni in cui siamo passate da 10.000 a 30.000, le denunce nei confronti di strutture e di professionisti sanitari sono in calo: nel periodo 2010-2013 sono diminuite dell'11%.

 

Continua invece l'aumento della raccolta premi assicurativi, dettata in parte dall'aumento del costo dei premi e in parte crescita del numero di polizze stipulate: nel 2013 è stata del +3,8% rispetto al 2012, mentre il tasso annuo di crescita nel periodo 2003-2013 è stato del 6,9%. "L'aumento dei premi è dettato dal fatto che, in passato, per i sinistri abbiamo pagato in media il doppio rispetto a quanto incassavamo, proprio per via dell'alto costo dei risarcimenti". Ad aumentare sono state soprattutto le polizze dei professionisti considerati 'più a rischio', ovvero chirurghi estetici, ginecologi e ortopedici.

 

"Si va dai 400 euro l'anno che paga un medico generico a 20.000 euro annui dei ginecologi che operano in libera professione", specifica Focarelli. Diversamente da quanto denunciato da alcuni medici, "non c'è 'fuga' degli assicuratori dai professionisti, se non da quelli che hanno già subito molti sinistri". Maggiore il problema nell'assicurare invece le strutture sanitarie, poiché ancora spesso manca un sistema di risk management, aspetto che ha contribuito a lasciare ampio spazio di mercato alle assicurazioni straniere. "La legge approvata alla Camera - conclude Focarelli - va nella giusta direzione, anche perché prevede una migliore gestione del rischio clinico, grazie alla quale sarà possibile calmierare il mercato. Vanno però apportati correttivi sul tema dell'assicurazione delle strutture".


 

I dettagli del Ddl


 

Linee guida. Le linee guida assumono il giusto ed equilibrato ruolo di raccomandazione per gli esercenti la professione sanitaria. Queste dovranno essere indicate dalle società scientifiche e dagli istituti di ricerca individuati con decreto del Ministro della salute e iscritti in un apposito elenco. Ai fini della legge, verranno poi inserite nel sistema nazionale linee guida e pubblicate sul sito dell'Istituto superiore di sanità.
 
Azione di rivalsa. Grazie ad un emendamento del relatore Gelli, l'azione di rivalsa nei confronti dell'esercente la professione sanitaria potrà avvenire solo per dolo e colpa grave. Viene inoltre confermato il tetto massimo di 3 annualità lorde per agevolare la stipula di assicurazioni a prezzi calmierati. Infine, viene escluso dall'iter il possibile intervento da parte della Corte dei Conti.

Audit. I verbali e gli atti conseguenti all’attività di gestione del rischio clinico non potranno essere acquisiti o utilizzati nell’ambito dei procedimenti giudiziali.

Risk management. Il ruolo di coordimanto del risk managment potrà essere svolto anche dai medici legali e da altro personale dipendente delle strutture sanitarie con adeguata formazione ed esperienza almeno triennale.
 
Strutture sociosanitarie. L'ambito di intervento della responsabilità professionale viene estesa anche alle strutture socio sanitarie.

Garante diritto alla salute. Viene esclusa la possibilità di effettuare segnalazioni anonime al garante per il diritto alla salute. 
 
Medici medicina generale. La responsabilità di tipo extracontrattuale, con conseguente ribaltamento dell'onere della prova e prescrizione dimezzata a 5 anni, viene estesa anche ai medici di medicina generale.

Assicurazioni. Viene rimandata ad un apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico l'individuazione dei requisiti minimi e delle caratteristiche di garanzie per le polizze assicurative delle strutture sanitarie. Tali requisiti dovranno essere individuati anche per le forme di autoassicurazione e per le altre analoghe misure di assunzione diretta del rischio. Inoltre, in caso di cessazione definitiva dell'attività professionale per qualsiasi causa dovrà essere previsto un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di operatività della copertura. L'ultrattività è estesa agli eredi e non è assoggettabile alla clausola di disdetta.


 

Fonte: ansa, qs

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