Virus Zika, la diffusione è esplosiva: 3 milioni di casi in arrivo

Redazione DottNet | 28/01/2016 19:46

Si valuta allerta mondiale; in Brasile l'esercito in strada

Il virus Zika nelle Americhe ''si sta diffondendo in maniera esplosiva'', tanto che nel prossimo futuro sono attesi fino a 3-4 milioni di casi. Non accenna a diminuire l'allarme per la veloce diffusione dell'infezione e le parole del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Margaret Chan, durante un incontro informativo sull'emergenza legata al virus con gli Stati membri a Ginevra, lo dimostrano senza ombra di dubbio. Un allarme pero' su cui e' intervenuta la casa Bianca sottolineando che il rischio che il virus diffonda negli Stati Uniti è ''abbastanza basso'', come ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, rilevando pero' che i rischi potrebbero aumentare con le temperature più alte.

L'allarme cresce perchè il virus, che normalmente determina infezioni lievi, è ora fortemente sospettato di essere collegato alla comparsa in Brasile di oltre 4mila casi di microcefalia fetale - una gravissima patologie che porta alla nascita di bambini con cervello di dimensione ridotte - in nati da madri che erano state infettate. Quanto basta a Margaret Chan per convocare per l'1 febbraio il Comitato di emergenza dell'Oms, con l'obiettivo di valutare se il diffondersi dell'infezione debba essere dichiarata un'emergenza sanitaria mondiale e di decidere raccomandazioni ulteriori per i Paesi colpiti e non solo. L'ultima volta che l'Oms ha dichiarato una 'emergenza sanitaria mondiale' è stato nel 2014, con l'esplosione dell'epidemia da virus Ebola in Africa occidentale, che ha ucciso oltre 11mila persone.

L'obiettivo, questa volta, è dunque quello di agire velocemente per non farsi trovare 'impreparati' nel caso di un'ulteriore escalation dell'infezione. Escalation che sembra tuttavia essere certa: ''Il livello di allarme - ha avvertito Chan - è estremamente alto. Ad oggi casi da virus Zika si rilevano in 23 Paesi, ma si attende un'ulteriore diffusione internazionale del virus'', e ciò considerando che attualmente ''non esiste un vaccino'' e le popolazioni ''non presentano alcuna immunizzazione''. Il rischio, secondo gli esperti, è infatti che il virus possa diffondersi in tutti i paesi dove ad esempio è presente la Dengue, trasmessa dalla stessa tipologia di zanzare, a partire dalla Cina. Ed ancora: una ''relazione causale tra l'infezione da Zika e malformazioni alla nascita non è stata ancora stabilita, ma è fortemente sospettata. I possibili legami, solo recentemente sospettati - ha avvertito Chan - hanno rapidamente mutato il profilo di rischio di Zika, da una 'minaccia lieve' ad una di proporzioni allarmanti''.

L'Oms ha inoltre anticipato che sta per essere pubblicato uno studio che dà un'ulteriore conferma di questa ipotesi: ''Il virus - ha sottolineato il direttore Oms per le malattie infettive nella regione delle Americhe, Marcos Espinal - è stato diagnosticato nel cervello di neonati morti per microcefalia ed anche nel liquido amniotico; dunque, ci sono forti evidenze di un'associazione tra Zika e microcefalia fetale''. Intanto la presidente del Brasile Dilma Rousseff, dopo aver deciso di schierare anche l'esercito in strada per combattere Zika, che registra ad oggi circa 1,5 mln di casi nel Paese, ha rivolto un appello ai principali leader religiosi con l'obiettivo di coinvolgere chiese cattoliche ed evangeliche nella lotta contro la zanzara Aedes. Il ministro della sanità russo ha invece oggi dichiarato che il virus ''non è una minaccia'' per il Paese. Tranquillizzanti anche le dichiarazioni di Anthony Fauci, direttore dell'Istituto Nazionale Usa per le malattie infettive, secondo il quale un'epidemia da Zika è ''improbabile'' sul suolo americano.

 

 

fonte: ansa

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