Nasce in Gb la bambina senza il gene del cancro al seno

Redazione DottNet | 09/01/2009 20:24

E' nata nei giorni scorsi in Gran Bretagna la prima bambina testata prima dell'impianto dell'embrione nel grembo materno per essere certi che non avesse una alterazione genetica che provoca all'80% il cancro al seno.

I medici dell'University College di Londra hanno detto che la piccola e sua madre stanno bene. L'embrione nato da una procedura di fertilizzazione in vitro era stato esaminato prima dell'impianto per verificare la presenza di alterazioni nel gene Brca1. Le donne di tre generazioni nella famiglia del padre sono state colpite dal tumore al seno prima dei trent'anni. Paul Serhal, l'esperto di fertilità che ha assistito la coppia, che ha chiesto l'anonimato, spiega: ''Questa bambina non dovrà affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta. I genitori non passeranno questo rischio per la salute alla figlia. L'eredità duratura di questa operazione è lo sradicamento della trasmissione di questa forma di cancro che ha devastato queste famiglie per generazioni''. La diagnosi genetica pre-impianto (Pgd) prevede il prelievo di una cellula di un embrione nello stadio in cui è composto da 8 cellule, tre giorni dopo la sua formazione. E' comune la pratica in cui si verifica la possibilità che il futuro bambino non erediti il gene che provoca malattie come la fibrosi cistica. Ma nel 2006, l'Autorità britannica per la fertilità umana e l'embriologia (Hfea) ha dato il via libera anche ai test sui cosiddetti geni suscettibili, come il Brca1. Tutti gli esseri umani portano una versione di questi geni - la proteina del Brca1, quando funziona correttamente, contribuisce a impedire la formazione di tumori - ma alcune variazioni aumentano enormemente la possibilità di sviluppare il cancro. Nel caso di questa famiglia, essere portatori di questa mutazione, accanto all'80% di possibilità di ammalarsi di tumore al seno, avrebbe aumentato del 50% le possibilità di un cancro alle ovaie. Ovviamente, portare il difetto genetico non significa la certezza di avere la malattia da adulti: tuttavia, la famiglia voleva sbarazzarsi di questo rischio dopo che la nonna, la madre, la sorella e la cugina del marito sono state colpite dal cancro al seno. Se la moglie, che ha 27 anni, avesse avuto un figlio maschio, egli avrebbe potuto passare il difetto genetico ad eventuali sue figlie. Ma se i medici esultano, non manca qualche critica. Josephine Quintavalle, dell'organizzazione per la bioetica Comment on Reproductive Ethics dice: ''Non è qualcosa di personale contro questa bambina, ma penso che si sia andati troppo in là. Alla base di tutto questo c'è l'eugenetica'', ovvero il tentativo di migliorare geneticamente la razza umana. Sarah Cant, dell'organizzazione Breakthrough Breast Cancer, nota: ''La decisione di fare lo screening degli embrioni per vedere se portano un gene difettoso che provoca il cancro al seno è una questione complessa e molto personale. Le donne con una storia familiare di questa malattia ci dicono che quel che è giusto per una persona può non essere adatto a un'altra. E' importante che chiunque abbia questo problema abbia le informazioni appropriate per fare la scelta giusta per sè''.

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