Farmacie rurali contro l'accorpamento dei piccoli comuni

Redazione DottNet | 01/02/2016 10:29

Orlandi: le farmacie rurali fanno parte del territorio

Le farmacie rurali italiane si preparano ad alzare bandiera bianca. Non in segno di resa ma per sostenere la protesta dell’Anpci (Associazione nazionale dei piccoli comuni italiani), che in una conferenza stampa organizzata a Roma ha ribadito il proprio no all’accorpamento coatto dei centri con meno di 5mila abitanti. «Azzerare tutte le norme su unioni e fusioni dei piccoli comuni», è la richiesta lanciata dalla presidente dell’Anpci, Franca Biglio. Proposte di legge comprese, perché da qualche mese è fermo in Parlamento un testo di un solo articolo che vieta l’esistenza di paesi con meno di 5mila abitanti. «Si può fissare per legge» ha chiesto la presidente Biglio «che tutte le funzioni abbiano una soglia demografica al di sotto della quale un comune deve ritenersi funzionalmente non autosufficiente?».

Ed ecco allora la protesta che l’Anpci metterà in campo in campo dal 1 marzo: rivestire di bandierine bianche i piccoli comuni d’Italia per rappresentare «la fase di agonia in cui si trovano le loro amministrazioni». Alla protesta, come detto, parteciperanno anche le farmacie rurali, che con i paesini condividono i timori per una riforma i cui effetti potrebbero investire anche la capillarità della rete farmaceutica. «A fine novembre avevamo firmato un protocollo di reciproco sostegno con Anpci e Senior Italia-Federanziani (cui ora ha dato il suo sostegno anche Confindustria, ndr)» ha ricordato il presidente del Sunifar, Alfredo Orlandi «le farmacie rurali fanno parte integrante del tessuto sociale dei piccoli paesi e quindi anche loro innalzeranno le bandierine bianche per esprimere il proprio dissenso». E per salvare le comunità rurali dello Stivale, il Sunifar ha anche un’idea: «Basterebbe chiudere i centri commerciali» osserva Orlandi «e riaprirebbero i piccoli negozi di paesini e centri remoti».

 

fonte: federfarma