Cure analgesiche per un bimbo su due in pronto soccorso

Pediatria | Redazione DottNet | 04/02/2016 19:06

Presentati i risultati dell'indagine Piper Weekend

Solo in un caso su 4 il bambino portato in pronto soccorso viene sottoposto alla misurazione dell' intensità del dolore, mentre solo a un bambino su due viene somministrato un antidolorifico entro 20 minuti dall'accesso al presidio. Sono due dei principali risultati della prima indagine fatta in Italia per 'fotografare' la diretta esperienza dei pazienti pediatrici che giungono con dolore al Pronto Soccorso e dei genitori che li accompagnano.

Condotta su 644 bambini e 923 adulti, il 26 e 27 settembre 2015, l'indagine 'PIPER Weekend' ha rilevato un alto livello di soddisfazione degli utenti per l'assistenza ricevuta, pur evidenziando alcuni fronti su cui occorre ancora lavorare, come appunto lo scarso utilizzo della misurazione dell'intensità dolorosa e del trattamento analgesico immediato.

Per il resto, i genitori dei bambini con dolore che accedono ai Pronto Soccorso italiani, nel 95% dei casi, sono abbastanza o molto soddisfatti di come il dolore dei propri figli sia gestito da medici e infermieri. I piccoli pazienti, in genere, lasciano i PS senza o con meno dolore (77%), solo il 23% viene dimesso lamentando la stessa sofferenza provata all'accesso.

Promossa dal Gruppo PIPER (Pain in Pediatric Emergency Room), che riunisce esponenti di 29 Pronto Soccorso italiani, la survey ha avuto il patrocinio di Ministero della Salute, Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere (FIASO), Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) e il contributo incondizionato di Angelini.

Nelle strutture che al momento dell'indagine avevano già messo in atto le raccomandazioni sulla gestione del dolore è emersa una miglior qualità della presa in carico del problema.

Per questo motivo il Gruppo PIPER prosegue il suo lavoro di stesura di raccomandazioni utili agli operatori dei PS, e ha annunciato la prossima pubblicazione quelle su dolore addominale, da trauma, da anemia falciforme e nel bambino disabile.

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