Disabili assistiti e con un futuro: sì alla legge Dopo di noi

Redazione DottNet | 04/02/2016 19:38

Welfare per gli ultimi non è più un bancomat, crescono risorse

Sì dell'Aula della Camera alla legge sul "dopo di noi', che prevede misure in materia di assistenza in favore di disabili privi del sostegno familiare. Il testo, approvato con 374 sì, 75 no e 11 astenuti, passa al Senato. Hanno votato no i deputati M5S, dopo averne denunciato dei limiti. Alternativa Libera si è astenuta.

 

"Dopo una lunga attesa finalmente ci siamo, la legge sul 'Dopo di noi' è stata approvata alla Camera e dopo il voto al Senato diventerà legge a tutti gli effetti. Interessa direttamente migliaia di famiglie e riguarda il livello di civiltà di un paese intero". Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Per anni - sottolinea - il welfare a favore degli ultimi è stato un bancomat; anche in questo settore le cose sono cambiate. Le risorse per il dopo di noi infatti sono un'importante parte della nostra politica sul welfare, che ci ha fatto incrementare le risorse nella legge di stabilità per la lotta alla Sla, l'autismo, la lotta alla povertà e all'esclusione sociale".

 

La legge sul "dopo di noi" è "destinata ai disabili gravi che restano senza i familiari che li hanno seguiti, nella maggior parte dei casi i genitori. Con questa legge e i fondi che abbiamo previsto nella legge di stabilità, quando un disabile rimarrà senza il supporto familiare potrà continuare a vivere nelle proprie case o in case famiglia", spiega il premier Matteo Renzi. "Il testo approvato, inoltre, prevede la possibilità di sottoscrivere polizze previdenziali e assicurative che hanno come obiettivo prioritario la vita indipendente dei disabili", aggiunge. "Questa legge - conclude - non migliora solo il destino dei disabili quando rimarranno soli, ma anche quella dei genitori che fino ad oggi hanno vissuto con grande preoccupazione - a volte con angoscia che è sfociata anche in comportamenti tragici - per il futuro dei propri figli dopo il distacco".

 

Il fenomeno della disabilità interessa circa il 15% delle famiglie italiane, ma il 68,2% degli aiuti ricevuti dai disabili proviene attualmente solo da parenti più o meno stretti. Da ora in poi, un aiuto concreto per queste persone e le loro famiglie - pensando anche a quando i genitori che si prendono cura dei figli disabili verranno a mancare - arriverà dallo Stato, con la legge sul 'Dopo di noi' alla quale la Camera ha dato ieri il via libera

Il ddl sul 'Dopo di noi' per l'assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin presentando il provvedimento in una conferenza stampa a Montecitorio, ''è una legge rivoluzionaria per il nostro Paese: è un provvedimento concreto e con fondi certi; ieri è stata davvero una buona giornata per tante famiglie che potranno guardare al futuro in modo diverso con i propri figli". Qui, ha aggiunto, "si apre la questione fondamentale del destino delle persone disabili quando i loro genitori non ci saranno più; proprio questa è la più grande paura di tante famiglie. Questa legge va dunque finalmente a riempire un vuoto grave".

 

Misure concrete che prevedono fondi certi: ''Sono stanziati 124 mln di euro in due anni; 57 mln per il primo anno e 67 per il secondo. Sono risorse certe e immediatamente disponibili perchè previste nella legge di Stabilità'', ha infatti chiarito il presidente dei deputati di Ap, Maurizio Lupi. Nessun dubbio, ha commentato, che si tratti di ''una delle leggi più importanti di questa legislatura''. L'auspicio ora, ha affermato Paola Binetti, prima firmataria del disegno di legge, è che si abbia ''un percorso veloce al Senato, perchè il provvedimento possa avere il via libera definitivo prima di Pasqua". Questa attenzione che si riserva ai disabili, ha detto, "è un loro diritto ed è un must di questa legislatura; sembra ovvio, ma nelle precedenti legislature sono stati previsti solo tagli a tali settori".

L'obiettivo, ha spiegato, "è evitare l'istituzionalizzazione di queste persone disabili: vogliamo permettere loro di continuare a vivere nelle proprie case o in case famiglia, anche quando non ci saranno più i genitori a sostegno, con supporti tecnologici ad hoc".

Tante, dunque, le riposte concrete che la legge sul 'Dopo di noi' porterà alle famiglie: innanzitutto, si individuano le risorse finanziare necessarie per incrementare il sistema di protezione sociale per le persone disabili e prive del sostegno familiare, attraverso regimi fiscali agevolati; si istituisce un Fondo per l'assistenza alle persone disabili gravi e si prevede anche l'istituzione di fondi di sostegno attraverso la tutela del patrimonio familiare che si vuole destinare. La legge, inoltre, adotta iniziative volte ad agevolare la sottoscrizione di polizze previdenziali e assicurative finalizzate alla tutela delle persone con grave disabilità nel momento del 'dopo di noi' e favorisce l'attivazione di progetti che abbiano come obiettivo prioritario la vita indipendente delle persone disabili, integrando le risorse a cui hanno diritto. Altro punto centrale del provvedimento riguarda poi la 'vita quotidiana' dei disabili gravi privi di sostegno familiare: si sostengono infatti progetti mirati alla creazione di famiglie-comunità e di case-famiglia in cui inserire le persone disabili che lo desiderano.

 

"Va accolto e apprezzato lo sforzo della Commissione Affari Sociali di giungere a un testo unificato e di correggere le distorsioni più palesi presenti nelle prime stesure. Va riconosciuto che, dopo decenni di silenzio, il legislatore ponga come significativa quella che è una evidente emergenza: la solitudine di molte famiglie e la loro motivata ansia per la sorte dei loro congiunti con disabilità": è la premessa di Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish), al testo approvato a larga maggioranza dalla Camera e che ora passa all'esame del Senato.

 

Ma il giudizio è complessivamente dubitativo. "Ci auguriamo che in Senato ci possa essere una correzione degli elementi che in questo testo non convincono. Ci aspettavamo una norma che contrastasse in modo deciso l'istituzionalizzazione delle persone con disabilità, impedendo il riprodursi di istituti e residenze segreganti. Confidavamo in un organico ripensamento delle politiche e dei servizi mirati a consentire alle persone di vivere dignitosamente nelle loro collettività. Si delinea, invece, al massimo un fragile obiettivo di servizio, che le Regioni potranno o meno assumere, non certo bilanciato dal divieto di finanziamento di qualsiasi struttura segregante presente o futura né garantito come livello essenziale di assistenza. Anche sulla reale operatività ci sarebbe, comunque vada, moltissimo su cui vigilare".

 

"Lo stesso strumento del trust è una soluzione per pochi. Nel testo sarebbe stato invece opportuno rafforzare strumenti civilistici già esistenti e alla portata di una platea ben più ampia di beneficiari" lamenta. "E da ultimo un appunto lo merita anche il linguaggio adottato già ad iniziare dal titolo: persone 'affette' da disabilità. Tradisce un pregiudizio stigmatizzato dalla stessa Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. La disabilità non è una patologia, ma deriva soprattutto da politiche omissive, da servizi carenti, da una società non a misura di tutti". La Fish perciò proporrà emendamenti correttivi nel corso della lettura al Senato.