Olaparib è efficace nel carcinoma prostatico resistente ai farmaci

Medical Information Dottnet | 05/02/2016 17:54

Il farmaco ha portato ad una elevata percentuale di risposta in pazienti non responsivi con alterazioni genetiche.

Il cancro della prostata è una patologia eterogenea, ma i trattamenti correnti non sono basati sulla stratificazione molecolare. E’ stato ipotizzato che pazienti affetti da carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione con alterazioni della riparazione del DNA, potrebbero rispondere al trattamento con olaparib, un inibitore della poli ADP-ribosio polimerasi (PARP).

E’ stato effettuato uno studio di fase 2 in cui i pazienti, con carcinoma metastatico della prostata resistente alla castrazione, sono stati trattati con compresse di olaparib (dose di 400 mg) due volte al giorno. L'endpoint primario è stato la percentuale di risposta, definita sia in accordo ai Response Evaluation Criteria in Solid Tumors (versione 1.1), che come riduzione dei livelli di antigene prostatico specifico di almeno il 50% o come diminuzione confermata della conta delle cellule tumorali circolanti da 5 o più cellule per 7.5 ml di sangue a meno di 5 cellule per 7.5 ml. E’ stato effettuato un sequenziamento next-generation mirato, l'analisi del trascrittoma e degli esosomi e il test della reazione a catena della polimerasi su campioni provenienti da biopsie del tumore.

Complessivamente sono stati arruolati 50 pazienti; tutti in precedenza erano stati trattati con docetaxel, 49 (il 98%) avevano ricevuto abiraterone o enzalutamide e 29 (il 58%) avevano ricevuto cabazitaxel. Dei 49 pazienti valutabili, 16 hanno mostrato una risposta (33%; intervallo di confidenza del 95%, da 20 a 48), con 12 pazienti che hanno ricevuto il trattamento in studio per più di 6 mesi. Il Next-Generation Sequencing ha identificato delezioni omozigoti, mutazioni deleterie o entrambe nei geni coinvolti nei processi di riparazione del DNA - tra cui BRCA1/2, ATM, i geni dell’anemia di Fanconi e CHEK2 - in 16 dei 49 pazienti valutati (il 33%). Di questi 16 pazienti, 14 (88%) hanno risposto al trattamento con olaparib, compresi tutti i 7 pazienti con perdita di BRCA2 e 4 su 5 dei pazienti con aberrazioni di ATM. La specificità dei biomarcatori è stata del 94%. L'anemia (in 10 dei 50 pazienti [20%]) e l’affaticamento (in 6 [12%]) sono stati gli eventi avversi più comuni di grado 3 o 4. I risultati ottenuti sono stati coerenti con i dati degli studi precedenti condotti su olaparib.

Il trattamento con olaparib, inibitore della PARP, in pazienti con carcinoma della prostata non rispondenti ai trattamenti standard e che avevano alterazione dei geni di riparazione del DNA, ha portato ad una elevata percentuale di risposta.

Riferimenti bibliografici:

Mateo J et al. DNA-Repair Defects and Olaparib in Metastatic Prostate Cancer. N Engl J Med. 2015 Oct 29;373(18):1697-708.