Reparti fotocopia, scoppia lo scandalo primari. Asl e medici indagati

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 05/02/2016 17:58

Nel mirino della Corte dei Conti sono finite diverse Asl campane. Gli sprechi sono costati alla collettività 16 milioni al mese

La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato numerosi provvedimenti giudiziari emessi dalla Corte dei Conti di Napoli a dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie campane per danno erariale. Le indagini hanno permesso di riscontrare somme indebitamente spese a carico del bilancio della Regione Campania pari a circa 16 milioni di euro in ragione dell'assegnazione di incarichi di primario e vice primario negli ospedali campani in esubero rispetto a quanto imposto dal governo in tema di "spending review".

 

Tra il 2014 e il 2015 sono stati retribuiti 523 incarichi di primari e pagate 1915 indennità di dirigenza in eccedenza rispetto alla dotazione organica prevista. C'è anche questo dietro i 49 provvedimenti giudiziari - 29 inviti a dedurre e 20 ordini autoritativi - emessi dalla Corte dei Conti di Napoli nei confronti di dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie per danno erariale. Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, nonostante il decreto commissariale emesso dalla Regione Campania nel 2014, nei limiti dei parametri definiti dall'intesa Stato-Regioni, in tutte le strutture della Campania - ne esce indenne l'Asl Napoli 1 - non si è mai provveduto all'esigenza di contenimento della spesa generando un disavanzo per le casse della Regione pari a 16 milioni di euro.

 

Ed ecco qualche esempio: all'ospedale di Nola c'è un primario e uno staff nonostante sia previsto un solo posto letto mentre all'ospedale Cardarelli di Napoli ci sono cinque reparti di medicina - con cinque primari - tre di chirurgia e due di ortopedia: tutti reparti fotocopia. E se alla Federico II ci sono tre reparti di neurochirugia, all'Asl di Avellino risultano 28 dirigenti in più mentre all'Asl Salerno ad essere in eccedenza sono trenta unità operative complesse, il 'primo posto', quanto a sprechi spetta all'Asl Napoli 3 Sud - area di Torre del Greco - con ben 132 primari e 254 vice in più. L'ennesimo scandalo emerso grazie alle indagini condotte dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, diretto dal generale Gianluigi D'Alfonso, con l'ausilio del gruppo di Torre Annunziata, diretto dal colonnello Carmine Virno, e dal reparto di Nola diretto dal capitano Luca Modestino Gelormino. In barba a quanto previsto, e cioè che ci dovrebbe essere un primario ogni 17,5 posti letto, in Campania avveniva dunque tutt'altro. Duplicazioni e in alcuni casi triplicazioni di reparti, anche in strutture che registrano sofferenza di personale.

 

La Corte dei Conti ha avanzato una serie di richieste cautelari finalizzate ad interrompere, immediatamente, il pagamento degli incarichi individuati così da impedire un ulteriore dispendio di risorse, pari a ben 2 milioni di euro al mese per circa 16 milioni al mese. In merito a questo punto la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti deciderà il 29 febbraio ma è probabile che la Regione Campania - ieri è stato notificato tutto al governatore Vincenzo De Luca - intervenga prima.

 

''I controlli vanno fatti e le norme vanno rispettate; quando non sono rispettate, come si vede, alla fine si incorre in sanzioni'' commenta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l'operazione della Guardia di Finanza di Napoli. Proprio contro tali atti, ha sottolineato il ministro, ''sarà utile la nuova norma di istituzione di un Albo nazionale dei manager''. L'Albo, ha spiegato, ''risolverà molti aspetti, innanzitutto perchè ci sarà un'azione di selezione verso l'alto del management della salute. E' estremamente importante - ha aggiunto - che chi gestisce il fondo sanitario nazionale, pari a 11 mld di euro, abbia le capacità manageriali adeguate al ruolo''. Inoltre, ha concluso il ministro, ''questa è una norma che riduce fortemente la discrezionalità politica nella scelta del manager e dà più libertà al manager stesso, rendendolo più autonomo rispetto a chi lo ha nominato''.

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