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Medici aggrediti per la norma taglia-esami. Ma la legge resta ferma

Sanità pubblica

Picchia il proprio medico che - assecondando le direttive del decreto Lorenzin - non aveva potuto prescrivergli una risonanza magnetica. Il fatto in provincia di Napoli, a Monte di Procida: è successo venerdì scorso come riferiscono in una lettera inviata al Mattino Saverio Annunziata e Giuseppe Tortora, dirigenti nazionali del Sumai di Medicina generale. Secondo i due medici sono molte le testimonianze di colleghi infuriati e in difficoltà con i pazienti dopo l'entrata in vigore del decreto Lorenzin, tanto che nei prossimi giorni sarà organizzata una riunione con colleghi e dirigenti regionali.

 

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Intanto altre nubi si addensano sulle ricette farmaceutiche e sul decreto appropriatezza. l super ticket sulla specialistica da 10 euro (previsto dal 2008 ma entrato in vigore nel 2011) rischia di moltiplicarsi con il decreto appropriatezza. La denuncia è del Sindacato dei medici di famiglia della Fimmg che dopo i primi giorni di applicazione del decreto con le nuove indicazioni per la erogabilità a carico del Ssn di 203 prestazioni ha notato il pericolo di maggiori esborsi per i cittadini.
 
Il perché lo spiega il Segretario nazionale della Federazione, Giacomo Milillo. “Ad ogni prestazione soggetta a limitazioni prescrittive è allegata una nota che, come per i farmaci, indica in quale caso quell’accertamento può essere erogato a carico del Ssn. Il problema- aggiunge- è che ogni prestazione con limiti prescrittivi deve essere trascritta su una ricetta a sé, facendo così moltiplicare il super-ticket da 10 euro che altrimenti si sarebbe pagato una sola volta”. Ricordiamo che il super ticket sulla specialistica è applicato in varie modalità dalla Regioni.

 

Esempi.
“Se ad esempio vogliamo prescrivere una transaminasi –prosegue Milillo - dovremo indicare negli appositi spazi la nota 53, che ne condiziona la mutuabilità a sospetta patologia epatica, ma per far questo dovremmo compilare un’apposita ricetta con tanto di ticket fisso che andrà ad aggiungersi a quello dovuto per l’altra o le altre ricette che contengono gli altri accertamenti necessari”.

Un marchingegno del quale sembra nessuno si sia reso conto al momento di promulgare il decreto ma che ora rischia di costare caro agli assistiti. Quanto lo ha calcolato la stessa Fimmg per una batteria di accertamenti necessari a un paziente con “sindrome dismetabolica”, ossia in grave sovrappeso. Le analisi necessarie sono in tutto 16, dall’emocromo alla Ves, dai trigliceridi alle transaminasi. Poiché il limite era e resta di 8 prescrizioni a ricetta il tutto sui spalmava su 2 fogli rosa con un super-ticket totale di 20 euro. Ora il decreto impone invece uno spezzatino in ben 5 ricette per un totale di 50 euro, anche perché in base sempre al decreto alcune analisi, come i trigliceridi, restano mutuabili solo per sospetto fanno epatico che necessita di ulteriori accertamenti. Quindi il maggior costo è di 30 euro, che si aggiungono ai ticket sulle singole prestazioni. In molti casi un costo superiore a quello che il cittadino deve sostenere rivolgendosi direttamente dal privato, “che così sarà il vero beneficiario del provvedimento “, sottolinea Milillo.



Altri oneri
A marzo andrà a regime la nuova ricetta dematerializzata, che dovrebbe mettere in cantina il vecchio ricettario rosa facendo riporre la penna nel cassetto del medico, che incorre anche in sanzioni se dovesse nuovamente riesumarla per prescrivere alcunché. Peccato che il nuovo formato elettronico non preveda nessun apposito spazio per le famigerate “note” limitative.
 
Ma è tutto il provvedimento ad essere cervellotico e imperfetto, a cominciare dai criteri con i quali si è stabilità l’inappropriatezza di certe prescrizioni”, rimarca il Segretario della Fimmg. “Prendiamo una delle analisi più banali e ricorrenti, quella per il colesterolo. L’Hdl, ossia quello così detto ‘buono’: se è elevato, il che è un bene, potrete ripeterlo quante volte volete senza pagare, se è basso, il che è un male, solo dopo 5 anni, altrimenti bisogna pagarselo di tasca propria. Anche se si è esenti dai ticket, perché malati cronici o in situazioni disagiate”.

La lista delle incongruenze è lunga e il documento inviato ai medici di famiglia dalla Fimmg con “le istruzioni per l’uso” del decreto ne elenca solo alcune. Ad esempio la “nota 37” stabilisce che la risonanza magnetica nucleare della colonna è mutuabile se il dolore rachideo resiste per più di 4 settimane, in assenza di gravi sindromi neurologiche e in caso di traumi recenti o fratture da compressione. “Quindi se il paziente ha una sindrome neurologica grave ma non ha traumi recenti o dolore resistente da 4 settimane la prestazione sarebbe inappropriata e dunque a pagamento", rimarcano con tanto di punti esclamativi le “istruzioni per l’uso” della Fimmg a sottolineare l’insensatezza da un punto di vista clinico e diagnostico della limitazione.

Comunque sia, a scanso di equivoci, la Federazione sconsiglia ai medici di medicina generale la trascrizione di prescrizioni compilate dai colleghi specialisti, sia pubblici che privati. Quindi disagi e costi in più a carico degli assistiti, che per evitare super-ticket e analisi a pagamento avranno una sola alternativa: quella di tentare di svolgere i controlli sotto ricovero, “perché paradossalmente in base al decreto quel che è giudicato inappropriato se prescritto dal medico di medicina generale non lo è se espletato in ambito ospedaliero. Così un provvedimento nato per risparmiare rischia alla fine di far lievitare la spesa”, mette in chiaro sempre Milillo.

“Si sta determinando una incertezza che compromette l’attività professionale dei medici e la fiducia dei pazienti nelle loro scelte, così saranno invitabili le contestazioni  da parte dei cittadini ai medici prescrittori, lasciati  soli nel proprio studio a dover giustificare scelte che non condividono e che non capiscono. Tutto questo avrà come risultati solo numerosi disagi e l’aumento della spesa privata”, sottolinea a sua volta il vice-Presidente vicario della Fimmg, Silvestro Scotti.

“Non è difficile prevedere, e forse qualcuno ci conta, che i medici, se le norme non verranno modificate, saranno costretti ad assumere d’ora in poi un atteggiamento “difensivo” nei confronti di possibili successive decisioni arbitrarie e sanzionatorie da parte di funzionari aziendali, che conoscono solo l’ottusità applicativa della legge.” “Inevitabile -aggiunge Scotti- sarà poi l'ulteriore aumento del carico burocratico. Basti pensare che per ogni singolo esame ematico previsto dal decreto  bisognerà indicare in ricetta le condizioni di erogabilità a scapito del tempo dedicato alle visite.”

 

Insomma, è ufficialmente in vigore ma, di fatto, e' al palo, la cosiddetta legge sull'appropriatezza delle prestazioni, quella che introduce una stretta su oltre 200 esami e prestazioni specialistiche. Mancano, infatti, le indicazioni ed i criteri applicativi delle nuove norme con il risultato che, ad oggi, in nessuna regione le nuove regole sono ancora applicate. A descrivere la situazione ''preoccupante'' ed ''estremamente confusa'' che si sta determinando dal Nord al Sud dell'Italia sono le stesse organizzazioni mediche, che denunciano anche veri e propri ''errori'' che rendono il decreto ''inapplicabile'' da parte dei camici bianchi.

 

Preoccupazione per la mancanza di indicazioni sull'applicazione delle nuove disposizioni arriva, tra gli altri, dall'Ordine dei medici di Roma, che chiede un incontro urgente con la regione Lazio. ''I medici sono fortemente preoccupati per le conseguenze delle nuove disposizioni e la preoccupazione deriva anche dalla previsione di sanzioni a nostro carico'', afferma il presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri Roberto Lala. Ma i timori sono anche legati all'impossibilità pratica di dare applicazione alle norme, a partire, sottolinea Lala, dalla ''mancanza di software gestionali aggiornati per effettuare le prescrizioni, con l'impossibilità di modificarle come richiesto con note e sigle che, ad oggi, non sono previste nelle ricette elettroniche''.

Sanità pubblica
Commenti
PC
Paolo Catapano
ci sono sindacalisti da marciapiede, ma anche colleghi che hanno prescritto qualsiasi cosa pur di non scontentare il cliente (non si defisce così il paziente?), ora si pagano le conseguenze di questo agire dissennato.
Rispondi
10/02/2016 15:37
MM
Matteo Scala Marchiano
io per fortuna sono in pensione perchè non ne potevo più di essere strumentalizzato da questi sindacalisti incapaci,succubi dei politici e dannosi per tutta la classe medica onesta .vergognatevi se avete ancora un minimo di dignità,perchè la professionalità l'avete persa da molto tempo!!!!!!!!!
Rispondi
09/02/2016 15:10
TP
Tullio Parascandola
E' doveroso pubblicare di seguito questa smentita, affinchè i nostri pazienti oltre al danno non subiscano anche offese (Tullio Parascandola MMG di Monte di Procida. Qualche giorno fa, sul quotidiano "Il Mattino" di Napoli è stata pubblicata una notizia secondo la quale un medico di famiglia di Monte di Procida sia stato aggredito da un paziente perché si era rifiutato di prescrivergli un esame radiologico. Noi medici della cooperativa Progetto Leonardo, (che raggruppa 54 medici di MG di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli) SMENTIAMO FERMAMENTE questa notizia e ribadiamo che il rapporto con i nostri pazienti rimane basato sul reciproco rispetto e sulla reciproca stima. Fino ad oggi nel nostro territorio non si è mai verificato un episodio come quello citato dal quotidiano, sebbene sia una realtà che l’applicazione del Decreto Lorenzin sull’appropriatezza e della Delibera Regionale n. 56, stiano rendendo inutilmente complessa, incompresibile ai pazienti e quindi foriera di conflittualità l’attività prescrittiva di noi Medici di Famiglia. Cooperativa Progetto leonardo
Rispondi
09/02/2016 14:06
SS
Saverio Schinzari
Ma non avete capito ancora che vi trovate di fronte a sindacati e sindacalisti da marciapiede ? Ancora credete alle favole ?
Rispondi
09/02/2016 14:00
AS
Alfonso Scilla
Invio comunicazione ufficiale del Presidente della Cooperativa Progetto Leonardo che raggruppa la maggior parte dei MMG operanti nel Distretto Sanitario 35 di Pozzuoli Bacoli Monte di Procida Noi medici della cooperativa Progetto Leonardo, (che raggruppa 54 medici di MG di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli) smentiamo fermamente questa notizia e ribadiamo che il rapporto con i nostri pazienti rimane basato sul reciproco rispetto e sulla reciproca stima. Fino ad oggi nel nostro territorio non si è mai verificato un episodio come quello citato dal quotidiano… sebbene è una realtà che l’applicazione del Decreto Lorenzin sull’appropriatezza” e della Delibera Regionale n. 56, stiano rendendo inutilmente complessa, incompresibile ai pazienti e quindi foriera di conflittualità l’attività prescrittiva di noi Medici di Famiglia. dott. Filippo Bove – Presidente della Cooperativa Progetto leonardo
09/02/2016 13:53

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