La ciclosporina è inefficace per la cura dell'infarto

Redazione DottNet | 08/02/2016 13:53

Studio del 'Mario Negri' e dei Cardiologi in 31 ospedali italiani

La ciclosporina non ha efficacia nel trattamento dei danni causati dai tentativi di riperfusione dei vasi occlusi dall'infarto cardiaco. A fare chiarezza sul ruolo di questa sostanza immunosoppressiva nella cura dell'infarto è uno studio coordinato dall'Istituto Mario Negri di Milano, che confuta i risultati di una piccola ricerca, forse troppo enfatizzata, che aveva suggerito il contrario.

 

L'importanza dello studio del Mario Negri, condotto in collaborazione col Centro Studi dell'Associazione Nazionale di Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO, Firenze) e pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, è sottolineata da un editoriale di accompagnamento che mette in evidenza la qualità complessiva del 'trial' e concorda con le conclusioni dell' articolo: "Per trasformare il danno da riperfusione in un obiettivo terapeutico è ancora necessaria molta ricerca di base". I dati prodotti dallo studio - come affermano i principal investigators Roberto Latini del 'Mario Negri' e Filippo Ottani dell'Ospedale Morgagni Pier Antoni di Forlì - dimostrano "la assoluta non efficacia di un trattamento con ciclosporina nel ridurre il cosiddetto danno da riperfusione, da sempre considerato una delle limitazioni delle strategie di rivascolarizzazione nell'infarto".

 

I risultati sono stati ottenuti su una popolazione di 412 pazienti randomizzati in 31 centri distribuiti su tutta Italia, i cui operatori hanno lavorato senza compenso "per un obiettivo comune", sottolinea una nota del 'Mario Negri', che precisa come "La neutralità di effetti su mortalità e morbidità cardiaca lungo 6 mesi di osservazione post-infarto, si conferma anche a livello clinico e funzionale con misure strumentali e biochimiche".

 

 

Fonte: ansa

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