Istat,bene la farmaceutica: +5,4 in un anno,+10% in 5 anni

Farmaci | Redazione DottNet | 10/02/2016 21:29

Scaccabarozzi (Farmindustria), dato straordinario di continuità

E' del 5,4% in un anno la crescita della produzione di prodotti farmaceutici in Italia. A registrare l'aumento sono i dati Istat resi noti oggi e relativi a dicembre 2015 rispetto a dicembre 2014. Ma la crescita, commenta all'ANSA Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmaindustria, "se consideriamo gli ultimi 5 anni, dal 2010 al 2015, è del 10%". Si tratta, prosegue, "di un dato straordinario perché un dato di continuità e ottenuto in un periodo di profonda crisi economica. Basti pensare che negli stessi 5 anni il manifatturiero ha segnato -7%".

L'industria italiana è ufficialmente fuori dalla crisi. L'Istat rileva una crescita della produzione dell'1% nel 2015, il primo "segno più" in quattro anni, dal 2011, e secondo il Tesoro "conferma la ripresa dell'economia". A fine anno, però, la spinta sembra esaurirsi e il risultato di dicembre è sotto le attese, con un calo dello 0,7% da novembre e dell'1% dai 12 mesi precedenti, nei dati corretti per gli effetti di calendario. Il quarto trimestre, così, chiude in rosso, con una riduzione della produzione industriale dello 0,1%. Un rallentamento che potrebbe influenza anche sui dati del Pil, non rendendo certo facile l'obiettivo di centrare una crescita economica dello 0,9%, così come stimato nelle ultime previsioni ufficiali.

Pesano la frenata delle economia emergenti, la volatilità delle borse, il crollo del petrolio e le tensioni internazionali, ma l'andamento di dicembre, secondo l'Istat, "sembra influenzato negativamente" anche dagli effetti dell'Immacolata concezione. Il giorno di festa infatti è caduto di martedì ed è stato colto da molti come occasione per "fare ponte" con ricadute sull'attività industriale. L'andamento deludente della produzione a fine anno non contraddistingue solo l'Italia ma colpisce diversi altri Paesi europei a partire dalla Germania (-1,2% a dicembre sul mese), la Francia (-1,6%) e la Spagna (-0,2%), a testimoniare le difficoltà che sta vivendo il Vecchio continente. I rischi sono nuovo aumentati, ha ricordato di recente il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, all'Europarlamento aprendo la strada a nuovi interventi di stimolo a marzo.

Il 2016, intanto, secondo le previsioni del Centro studi di Confindustria, potrebbe essere iniziato con il piede giusto. Il Csc stima un incremento della produzione industriale dello 0,9% a gennaio su dicembre e sottolinea come "pur in un contesto di minore ottimismo tra le imprese, gli indicatori qualitativi anticipatori per il manifatturiero puntano a una dinamica positiva della produzione". Secondo i direttori degli acquisti (indagine Pmi Markit) gli ordini manifatturieri in gennaio crescono a "un ritmo robusto grazie al rafforzamento della domanda interna" mentre "quella estera continua ad aumentare a un ritmo meno vivace". In controtendenza, invece, i dati dei consumi elettrici comunicati da Terna, che vedono a gennaio una riduzione dell'1% sull'anno a parità di calendario.

Spingono all'ottimismo, inoltre, i risultati del settore auto. Dai dati Istat emerge che la produzione di autoveicoli nel 2015 cresce del 42,5%, il rialzo maggiore in 25 anni di serie storiche. La produzione, secondo l'Anfia, torna così sopra il milione di unità per la prima volta dall'inizio della crisi nel 2008. Al contrario mostra segni di sofferenza l'industria alimentare, in calo dello 0,6% nell'anno. La Coldiretti punta il dito sulla delocalizzazione, che sta colpendo gli stabilimenti "con pesanti effetti su economia ed occupazione'' e sulla mancanza di trasparenza delle etichette che permette di spacciare come italiani prodotti che non lo sono e favorisce le importazioni low cost.

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