Diabete, arriva l'insulina biosimilare: più semplice ed economica

Redazione DottNet | 12/02/2016 17:36

In Italia interessa circa 10 mln di pazienti

La cura del diabete diventa più facile ed anche molto meno costosa per il Servizio sanitario nazionale, considerando i numeri in crescita di questa malattia: arriva infatti in Italia la prima insulina biosimilare, ovvero un farmaco biotecnologico che ha un profilo di efficacia e sicurezza sovrapponibile a quello di un farmaco originatore ma con il vantaggio di avere costi ben più ridotti. Una valida opzione terapeutica, oltre che per i pazienti con diabete di tipo 1, anche per i circa 800mila pazienti con diabete di tipo 2 per i quali la terapia orale non è più sufficiente.

La nuova insulina, glargine biosimilare, è la prima del suo genere ad essere stata approvata in Europa e ad approdare anche in Italia: è un farmaco Made in Italy che nasce dall'alleanza tra Eli Lilly e Boehringer Ingelheim e sarà prodotto nel sito di Sesto Fiorentino di Eli Lilly. Il vantaggio per i pazienti sarà anche la maggiore facilità di somministrazione, con una penna iniettiva innovativa più semplice da utilizzare e più accurata.

''L'insulina, nonostante sia un trattamento fisiologico che ripristina una funzione ormonale deficitaria - spiega Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna all'Università di Catanzaro - è vista dai pazienti come una sorta di 'ultima spiaggia', un segno di malattia a uno stadio terminale. C'è perciò una barriera psicologica rilevante da parte del malato, cui si aggiunge la riluttanza di molti medici, poichè la gestione di una terapia insulinica richiede maggiori sforzi. Così, spesso passano anche 4-5 anni prima che un paziente per cui sia indicata l'insulina cominci davvero la cura. L'insulina glargine biosimilare, grazie ad una penna iniettiva più semplice e a nuovi strumenti educazionali e servizi sviluppati, può rendere dunque l'inizio della terapia più facile''.

La nuova molecola potrebbe portare vantaggi economici enormi, - con un risparmio stimato pari a circa il 25% - proprio considerando i numeri di questa 'epidemia': ''Si stimano oltre 500 mln di malati di diabete nel 2030 e in Italia l'incidenza è dell'8%, pari a circa 10 mln di pazienti. Il Ssn - rileva il presidente dell'Associazione medici diabetologi AMd, Antonio Ceriello - deve porsi dunque il problema della riduzione dei costi, e la nuova possibilità di utilizzare farmaci altrettanti efficaci ma meno costosi è, oggi, una svolta''.

 

fonte: ansa