Il ddl sulla responsabilità medica sarà realtà entro giugno

Professione | Redazione DottNet | 11/02/2016 23:40

Licenziato dalla Camera ma ancora non incardinato in Senato

La legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario è attesa da decenni, ma potrebbe diventare realtà prima dell'estate, "probabilmente entro giugno". E' quanto stima Federico Gelli, responsabile sanità PD e relatore del testo a Montecitorio, intervenuto al convegno "Medico e paziente, un'alleanza possibile? Proposte per una buona riforma", in corso presso l'Ordine dei Medici di Roma.

Il ddl Gelli che riformerà la responsabilità professionale degli operatori sanitari, è stato licenziato il 20 gennaio dalla Camera e trasmesso a Palazzo Madama, ma il provvedimento non è ancora stato incardinato. "Mi auguro - prosegue Gelli - che l'esame venga affidato alla commissione Sanità così come accaduto alla Camera". Credo, aggiunge, "che l'iter in Senato non sarà lungo e che la struttura non verrà stravolta perché è frutto di un lavoro congiunto con molti senatori". In Italia, commenta Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, "c'è un gruppo di scoraggiatori militanti che intervengono per qualsiasi cosa, speriamo non prendano il sopravvento, perché questa legge rafforza il Sistema Sanitario Nazionale". E' pensata, secondo il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, "per far sì che i medici si occupino di problemi di salute, non legali.  Recepisce norme che fanno già parte della giurisprudenza ma porta anche la politica ad assumere il proprio ruolo".

Importanti le ricadute regionali dell'assenza di un testo organico sulla materia. "Le Regioni - sottolinea Michele Baldi, capogruppo della Lista Zingaretti - sono quelle che sostengono la spesa sanitaria. Contrastare la medicina difensiva significa ridurre la spesa inutile e dannosa per i pazienti e migliorare il servizio alleviando il costo per i contribuenti". Secondo Guido Alpa, che ha guidato la commissione del Ministero della Salute il cui lavoro è confluito nel disegno di legge, "la norma esprime bilanciamento tra diritto del medico a lavorare serenamente e del paziente che, se ha subito un danno, deve dimostrare la colpa del medico".

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