Per un ospedale più umano occorre intervenire sui medici e sulle strutture

Medicina Generale | Redazione DottNet | 01/08/2008 09:55

Per avere un ospedale più umano bisogna intervenire sui medici, e sul loro rapporto con i pazienti, ma anche sulla struttura fisica degli edifici, che deve abbandonare i classici padiglioni per riuscire a venire incontro alle esigenze di chi frequenta le strutture sanitarie.

E' quanto è emerso durante una tavola rotonda al Forum della Pubblica Amministrazione intitolata 'L'Ospedale Ospitale' e organizzata dall'azienda ospedaliera 'Cotugno' di Napoli. Durante il dibattito, a cui hanno partecipato esponenti politici e del mondo sanitario e che ha avuto come ospite anche lo scrittore Andrea Camilleri, è stato presentato un modello di come potrebbe essere l'ospedale del futuro, strutturato non più per patologie ma per livelli di intensità di assistenza. Un esempio concreto è il nuovo ospedale 'Cotugno' che è in via di realizzazione, dove non c'è più la divisione tradizionale dei reparti, ma tutta la diagnostica, tutta la ricerca e la degenza sono riunite in aree funzionali:''L'umanizzazione - ha affermato Amelia Mutti, architetto che ha progettato l'ospedale - deve essere il principio guida anche nella progettazione''. Oltre che dalle strutture, però, l'ospedale più umano passa anche per la formazione dei medici: ''Proprio in questo momento in cui la medicina è diventata così tecnica - ha affermato la senatrice Anna Maria Carloni (Pd) - il tema dell'umanizzazione deve essere centrale nell'organizzazione sanitaria''. D'accordo con la necessità di medici più vicini alle esigenze del paziente anche il senatore Raffaele Calabrò (Pdl):''Il rapporto tra medico e paziente è cambiato negli ultimi anni - ha spiegato Calabrò - il paziente grazie a Internet vuole conoscere e sapere sempre di più della sua malattia, mentre il medico tende a chiudersi sempre di più''.

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