Medico dell'Asl in malattia, ma lavora nel privato: licenziato

Redazione DottNet | 16/02/2016 19:56

Brindisi; sospesi altri due medici dopo l'ispezione dei Nas

In malattia per la Asl di Brindisi dove lavorava ma in servizio per i pazienti privati. Per questo un medico radiologo è stato licenziato. Altri tre medici hanno ricevuto sanzioni disciplinari dopo l'indagine svolta dai carabinieri del Nas di Taranto. I quattro dirigenti medici di cui tre in servizio presso i presidi ospedalieri della provincia di Brindisi ed uno presso il dipartimento di prevenzione sono: un radiologo per il quale è scattato il licenziamento, un anestesista e un medico del dipartimento di prevenzione, sospesi dal servizio senza retribuzione fino a dodici giorni; un dermatologo per il quale è stato avviato il procedimento ma non è stata irrogata alcuna sanzione perché sta per andare in pensione.

 

I fatti contestati sono scaturiti da una ispezione dei Nas di Taranto effettuata pochi mesi addietro presso un poliambulatorio del brindisino: i carabinieri hanno scoperto che il radiologo aveva svolto attività lavorativa in quel centro in giorni in cui era assente dall'ospedale per malattia. Le visite fiscali inviate dalla direzione dell'Asl erano state effettuate da un medico del dipartimento che effettuava anche attività lavorativa libero professionale nel medesimo centro privato in cui operava il radiologo (che aveva peraltro l'incarico di responsabile sanitario del centro), contravvenendo al codice di comportamento dei dipendenti pubblici in tema d'incompatibilità per conflitto d'interessi.

 

Per quanto riguarda il dermatologo e l'anestesista è stato accertato che avevano svolto, arbitrariamente, visite mediche in libera professione nel poliambulatorio, nonostante avessero optato per un rapporto di esclusività con l'Asl. I medici hanno continuato a percepire indebitamente l'indennità mensile aggiuntiva dell'esclusività. Gli atti sono al vaglio della procura della Repubblica di Brindisi, che ha coordinato l'attività investigativa dei Nas. Tutti dovranno restituire, comunque, all'Asl le indennità indebitamente percepite che, a quanto stimato, ammontano a diverse decine di migliaia di euro.

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