Conto alla rovescia per lo sciopero dei medici, si tratta

Professione | Redazione DottNet | 16/02/2016 20:27

Giovedì i camici bianchi incontrano Lorenzin

Manca un mese allo sciopero nazionale indetto per il prossimo 17 e 18 marzo dai medici di tutte le sigle sindacali, da quelli di medicina generale ai pediatri, dai chirurghi agli anestesisti, solo per citarne alcuni. Dopo quella, partecipatissima, del 16 dicembre 2015, la nuova astensione dal lavoro raddoppierà la durata, da 24 a 48 ore e, insieme, i possibili disagi.

 

Ma l'incontro previsto giovedì tra l'intersindacale e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sarà determinante per capire se la vertenza sanità potrà o meno trovare una via d'uscita alternativa. Contratto collettivo nazionale bloccato da 7 anni, sblocco del turn over, rispetto degli standard sulle risorse umane, stabilizzazione dei precari, sottofinanziamento della sanità restano i principali temi all'ordine del giorno insieme ai problemi derivanti dall'applicazione del decreto 'taglia-esami' sull'appropriatezza prescrittiva.

 

"Al di là delle richieste specifiche - commenta Giacomo Milillo, segretario della Federazione de Medici di Medicina Generale (Fimmg) - sono tutti sintomi di scoordinamento e decadimento del Servizio Sanitario Nazionale. La sensazione è una tendenza all'americanizzazione del sistema, con il passaggio di mano dal pubblico alle assicurazioni private. Il nostro obiettivo è avere una risposta coerente sul futuro della sanità pubblica. Dalla formazione e alla programmazione, le decisioni dovrebbero essere prese in forma coerente. Assistiamo, invece, a decisione estemporanee".

Le risposte, dichiara Biagio Papotto, segretario generale Cisl Medici, "le vogliamo dal Governo. Chiederemo al ministro di farsi portavoce con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi". "Ci aspettiamo - prosegue - che dopo la Buona Scuola inizi a parlare di Buona Sanità. Se ci sarà la giusta apertura siamo pronti al confronto e l'intersindacale potrebbe anche decidere di rinunciare ad incrociare le braccia". Intanto, per far conoscere i motivi della protesta, i medici scenderanno in piazza con una manifestazione, sabato 20 febbraio a Napoli.

 

Sarà presente anche lo Snami con un invito a tutti i Medici e Cittadini in favore della raccolta delle firme per la difesa della sanità pubblica”. Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami dice: “Sarà l’inizio di una lunga maratona in lungo ed in largo per l’Italia intitolata «Ogni sabato in piazza con lo Snami”, che ci vedrà impegnati settimanalmente, inizialmente in ogni capoluogo di regione e poi in tutte gli altri capoluoghi delle province Italiane. Denunceremo pubblicamente e chiederemo una firma di testimonianza sul declino pilotato del sistema sanitario pubblico. Vogliamo un futuro «sobrio e serio» lontano dagli attuali scenari di show televisivi e di presa in giro dei Medici. Inoltre come Snami chiediamo l’immediata abrogazione del famigerato decreto «Taglia esami» della Lorenzin.”. “Di fatto stiamo assistendo - continua Gennaro Caiffa, vicesegretario organizzativo nazionale dello Snami - allo smantellamento del sistema sanitario nazionale caratterizzato dal collasso degli ospedali per carenza di fondi e personale, e da norme restrittive e punitive che limitano la libertà dei Medici nel poter curare i propri pazienti. Napoli c’è, come sempre” conclude Caiffa

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato