Trapianti: boom di donatori sulla carta di identità

Redazione DottNet | 18/02/2016 12:13

Sono stati 104.571 i cittadini che si sono espressi a favore

'Esplode' l'Italia dei donatori di organi volontari, quelli che sulla carta di identita' vogliono dichiararsi pronti a dare unna parte di se stessi in caso di morte. I numeri presentati al Ministero della Salute sull'attività del 2015 sui trapianti e le donazioni di organo forniti dal Centro nazionale trapianti parlano chiaro e confermano il 2105 come un anno estremamente positivo, con un trend in crescita. Il risultato e' stato raggiunto anche grazie ai frutti raccolti dalla campagna "Una scelta in Comune", l'iniziativa promossa dal ministero della Salute con Federsanità Anci per la registrazione della dichiarazione di volontà sulla donazione degli organi al momento del rilascio (o rinnovo) della carta d'identità. Merito anche del numero considerevole dei Comuni italiani che hanno attivato questa procedura (454 nel 2015 contro i 23 nel 2014) e che hanno consentito cosi' di raggiungere una media di 1000 dichiarazioni al giorno raccolte.

Si mantiene alta la percentuale dei consensi alla donazione: il 91.6% delle manifestazioni di volontà rese è positiva "È stato un anno positivo - commenta Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti - perché c'è un aumento del numero delle donazioni e dei trapianti, è cominciata l'attività di donazione a cuore fermo, le liste di attesa sono stabili il che è un segno fortemente positivo e anche la sopravvivenza dei pazienti dopo l'intervento è positiva. Il sistema conferma la sua eccellenza. Ci sono ancora molte differenze sulle donazioni fra Nord e Sud, ma molte Regioni del Sud stanno crescendo". Nel 2014 erano appena 15.137, mentre i comuni che hanno attivato la procedura sono passati da 23 a 454.

In media, sono state raccolte nel 2015 mille dichiarazioni al giorno. Secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, "bisogna rafforzare la collaborazione con le amministrazioni comunali perché queste possono aiutarci a veicolare i progetti di buona sanità" e, più in generale, "lavorare per ottimizzare e migliorare sempre di più il sistema dei trapianti in Italia che è un eccellenza riconosciuta in tutto il mondo".

 

Rene e pancreas ma anche cuore e fegato in cima alla classifica dei trapianti fatti in Italia, seguiti, con leggera flessione da quello del polmone. L'attività di trapianto ma anche donazione del 2015 ha davanti il segno più, con dati in crescita con un totale di 3.317 interventi eseguiti (67 in più rispetto al 2014 e 228 rispetto al 2013). Il dato e' contenuto nel Report sull'attività dei trapianti 2015 illustrato dal direttore del Centro nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa e dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Cresce quindi complessivamente l'intera attività trapiantologica, con alcune peculiarità: cuore e fegato, rispettivamente a 246 (19 in più rispetto al 2014) e 1067 interventi (10 in più rispetto al 2014), i trapianti di rene sono stati 1.877, in aumento grazie agli interventi eseguiti da donatori viventi.

 

Il pancreas risulta in crescita (50 nel 2015; 43 nel 2014). Il polmone, l'unico della lista che ha subìto una leggera inflessione (112 nel 2015; 126 nel 2014). Altrettanto positiva l'attività trapiantologica per i tessuti e le cellule staminali emopoietiche, per quest'ultime, sono stati 704 i trapianti da donatore non familiare adulto (+11 rispetto al 2014) e in aumento quelli da donatore familiare semi-compatibile ("aploidentico"). Ma la vera novita', secondo i dati sul 2015 del Centro Nazionale Trapianti, riguarda la donazione da vivente, che ha registrato un notevole incremento: 301 sono state quelle di rene e 23 quelle di fegato (contro le 18 del 2004). In particolare le donazioni di rene da vivente nel 2015 hanno consentito di raggiungere un vero e proprio record, sforando per la prima volta la soglia dei 300 prelievi e con un aumento di 50 trapianti rispetto al 2014, +74 sul 2013 e +109 sul 2012.

 

L'altra innovazione ha riguardato la donazione a cuore fermo: nell'anno appena concluso sono state 6 le donazioni eseguite attraverso questa modalità che "richiede il pieno rispetto dei 15 minuti di 'no touch period' prima di procedere al prelievo", precisa Alessandro Nanni Costa.

 

fonte: cnt

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