Vaccini: i pediatri attendono il Piano Nazionale. Tarda di un anno

Redazione DottNet | 18/02/2016 15:31

Informare meglio le famiglie, a Disneyland epidemia morbillo

C'è attesa, fra i pediatri, per il Piano vaccinale nazionale, che dovrebbe uscire 'a giorni', ma che "è già in ritardo di almeno un anno, perché l'ultimo copriva gli anni 2012-2014, e oggi siamo già al 2016". Lo denuncia Susanna Esposito, direttore della Pediatria ad Alta Intensità di Cura dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, in apertura del congresso Mondiale sulle Malattie Infettive' (Waidid). "Negli Stati Uniti il Piano Vaccinazioni viene aggiornato ogni anno, con le modifiche necessarie rispetto ai dati acquisiti. Da noi il Piano atteso coprirà gli anni dal 2014 al 2018", ha aggiunto Esposito, presidente del congresso.

Per essere attuato correttamente il nuovo Piano "necessita della formazione degli operatori (pediatri di famiglia, medici ospedalieri) e dell'informazione alle famiglie".  "Un'informazione corretta su vaccini e vaccinazioni, sui dati consolidati in tutto il mondo circa la loro efficacia e la loro sicurezza oggi è molto importante - aggiunge la pediatra - per il deficit di fiducia che per disinformazione si è generato. Col risultato che la copertura vaccinale è scesa a volte sotto i livelli di guardia e alcune malattie, come il morbillo, hanno rialzato la testa, facendo anche vittime". Per Esposito è importante inoltre che la vaccinazione per morbillo e varicella non scenda sotto il 95% (in alcune zone nel 2015 è scesa sotto il 90%), che quella per difterite e tetano sia sempre sopra il 92% (oggi siamo al limite) e che quella per la meningite non scenda sotto il 90%. In Toscana, ha rilevato, evidentemente non è stata raggiunta questa soglia e si sono verificati molti casi di meningite, "per cui ora si stanno vaccinando anche i giovani adulti". Una cosa simile si è verificata anche negli Stati Uniti per il morbillo, nonostante il Piano vaccinale aggiornato.

Lo ha raccontato Kathryn Edwards, pediatra di Nashville (Tennessee), indicando che anche negli Stati Uniti "c'è stato un declino nella fiducia verso i vaccini, specie in alcuni Stati, come quello di Washington dove, con motivazioni filosofiche molte famiglie hanno smesso di vaccinare i propri bambini e il tasso di vaccinazioni è diminuito fino al 26% di non vaccinati.  In particolare, nel dicembre 2015 si è verificata un'epidemia di morbillo a Disneyland, dove molti bambini non vaccinati si sono scambiati il virus".

 

 

fonte: ansa