Aperture da Lorenzin ma lo sciopero dei medici resta confermato

Redazione DottNet | 18/02/2016 22:57

L'incontro al ministero non ferma la protesta

Resta confermato lo sciopero dei medici pubblici proclamato per il 17 e 18 marzo nonostante le 'aperture' del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. E' quanto e' emerso dall'incontro tenutosi oggi fra il ministro stesso e le rappresentanze sindacali. "Lo sciopero resta, il ministro non ci ha chiesto di sospenderlo, ha voluto concentrarsi sui lavori", specifica Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). D'altronde, sottolinea, "in questo momento il malessere dei medici è molto elevato, quindi lo sciopero ancora rappresenta il loro sentimento di protesta. Si valuterà nel tempo se ci saranno risultati e per risultati intendiamo far circolare la parola 'salute' nel Parlamento". Nel corso dell'incontro, prosegue Milillo, "il ministro ha fatto delle aperture e si è impegnata a coinvolgere il governo e altri ministeri per cercare delle soluzioni concertate". Per affrontare i singoli problemi, dai contratti al turnover al precariato, è stato programmato un incontro al mese. Il primo si terrà il 14 marzo, a seguire tutti i primi venerdì del mese.

 

Da parte del ministro della Salute Beatrice Lorenzin c'è stato "un impegno tecnico e politico ma aspettiamo segnali concreti, quindi a oggi lo sciopero di 48 ore è confermato" aggiunge Massimo Cozza, segretario Fp Cgil Medici. Il ministro, sottolinea Cozza, "ha confermato che ci saranno 2 miliardi in più per 2017-2018" per la sanità pubblica da destinare in particolare a "farmaci e personale". Ma, più in generale, "ha detto che l'agenda Sanità sarà all'interno di quella del Governo e dopo la 'Buona scuola' ci sarà la 'Buona sanità'. Attendiamo ora i fatti". Il segretario generale della Cisl Medici, Biagio Papotto,, ha rilevato: "abbiamo apprezzato le aperture del ministro, è chiaro che sul tappeto ci sono tanti problemi. Abbiamo chiesto in particolare un giusto finanziamento del Sistema Sanitario nazionale, un giusto rapporto pubblico-privato e la revisione del decreto appropriatezza. Aspettiamo ulteriori risposte per evitare di fare uno sciopero che graverebbe sulle spalle di medici e cittadini".

 

Un incontro positivo con disponibilità all'ascolto e a portare le questioni della sanità pubblica nell'agenda del Governo", ma "aspettiamo che alle parole seguano i fatti per ragionare sulla possibilità di revocare lo sciopero", precisa Così Costantino Troise, segretario dell'Associazione dei medici dirigenti, Anaao Assomed. Verranno attivati tavoli tecnici interministeriali sui nodi principali, specifica il rappresentante della dirigenza medica pubblica, ovvero "riconoscimento di ruolo, occupazione, precari, formazione e condizioni di lavoro". "Non è questa riunione che può risolvere il problema, a meno che il problema non venga portato a livello di competenze e sfere ancora più alte", commenta Pina Onotri, segretario del Sindacato medici Italiani (Smi). Tra le preoccupazioni dei professionisti, spiega, "il continuo definanziamento della sanità e un sistema pubblico non più competitivo perché, tra liste d'attesa e ticket, i paganti vanno nel privato". Ma anche "il carico di lavoro burocratico insostenibile" derivato dal decreto appropriatezza, che "va revocato". Lo sciopero quindi è "assolutamente mantenuto a meno che non succeda qualcosa. Personalmente - conclude - non mi aspetto chissà che rivoluzione o soluzione. Proseguiremo sulla via della protesta".

 

Si dice "ottimista" Stefano Cassi segretario della Cimo, l'Associazione Sindacale Medici Dirigenti. "Che si sia riaperto un colloquio che si era interrotto, per noi è segno positivo", aggiunge sottolineando che un confronto tra le parti "mancava da oltre un anno". I due miliardi confermati per il 2017-18 "erano quelli tolti e che quindi ritornano, ma meglio di niente. E' pur sempre un'inversione di tendenza". Tuttavia, di fronte al "senso di malessere diffuso serve qualcosa di concreto".