Raccomandazioni dietetiche secondo l’età e la composizione dei calcoli

Nefrologia | Medical Information Dottnet | 22/02/2016 17:37

Un intervento dietetico mirato ha dimostrato di ridurre il rischio di formazione e ricorrenza dei calcoli renali.

E’ stato osservato che un intervento dietetico mirato potrebbe ridurre il rischio di formazione e ricorrenza dei calcoli urinari, ma in letteratura non è riportato un parere definitivo in merito all'efficacia della dieta e delle raccomandazioni dietetiche in pazienti con calcoli urinari.

L’obiettivo di Prezioso et al. è stato rivedere gli studi riguardanti l’effetto dei diversi interventi dietetici sui fattori di rischio urinari in pazienti con calcolosi renale.

E’ stata effettuata una ricerca sistematica degli studi, sul trattamento dietetico dei fattori di rischio per la formazione di calcoli urinari, condotti fino a luglio 2014 mediante il database Pubmed. Gli studi sono stati selezionati in base al titolo e all’abstract. I dati sono stati estratti utilizzando un form standardizzato ed è stata valutata la qualità dei risultati.

Le evidenze, ricavate dagli studi selezionati, sono state utilizzate per ricavare delle linee guida basate sulle evidenze stesse. In assenza di sufficienti dati, sono state sviluppate raccomandazioni addizionali secondo le opinioni degli esperti.

In generale, ogni paziente con nefrolitiasi dovrebbe essere sottoposto ad una valutazione appropriata in base alla composizione del calcolo renale. Indipendentemente dalla causa della calcolosi, il pilastro della gestione conservativa è rappresentato dall'aumento forzato dell’assunzione di liquidi per ottenere una produzione di urina giornaliera pari a 2 litri.

Ipercalciuria

La restrizione dietetica del calcio non è risultata consigliabile in caso di nefrolitiasi. Le diete con un apporto di calcio ≥ 1 g/die (e basso contenuto di sodio e proteine) potrebbero risultare protettive nei soggetti calcolotici adulti con ipercalciuria. Una dieta moderatamente iposodica è risultata utile nel limitare l’escrezione urinaria di calcio e, quindi, nella prevenzione primaria e secondaria della nefrolitiasi. E’ stato osservato che un apporto proteico normale o ridotto è ​​in grado di diminuire la calciuria e potrebbe essere utile nella prevenzione dei calcoli e nella conservazione della massa ossea. Gli acidi grassi omega-3 e la crusca di diverse origini sono risultate responsabili di una riduzione della calciuria, ma il loro impatto sul profilo di rischio della calcolosi urinaria rimane incerto.

Iperossaluria

Una dieta povera di ossalato e/o assunzione di calcio da normale ad elevata (800-1200 mg/die per gli adulti) ha dimostrato di ridurre l'escrezione urinaria di ossalato, di contro una dieta ricca di ossalati e/o una dieta a basso contenuto di calcio ha aumentato la quota di ossalato escreto attraverso le urine. Una restrizione dell'apporto proteico ha determinato una riduzione dell'escrezione urinaria di ossalato anche se una dieta vegetariana può essere responsabile di un aumento dell’ossalato eliminato nelle urine. L'aggiunta di crusca ad una dieta povera di ossalato ha annullato l’effetto di riduzione dell’ossalato urinario. Al contrario, l'aggiunta di integratori di frutta e verdura non ha comportato un aumento dell'escrezione di ossalato nelle urine. L'assunzione di piridossina ha determinato la riduzione dell'escrezione di ossalato.

Iperuricosuria

In pazienti con calcoli renali costituiti da calcio, la diminuzione dell’escrezione urinaria di acido urico dopo restrizione delle proteine ​​e purine assunte con la dieta, non è stata pienamente dimostrata.

Ipocitraturia

La somministrazione di sali alcalini-citrati è stata raccomandata per il trattamento dei soggetti calcolotici con ipocitraturia, anche se questa tipologia di trattamento è risultata limitata dagli effetti collaterali gastrointestinali e dai costi. Una maggiore assunzione di frutta e verdura (esclusi i frutti e gli ortaggi ad elevato contenuto di ossalato) ha dimostrato di aumentare l'escrezione di citrato ed è in grado di determinare una protezione significativa contro il rischio di formazione dei calcoli renali. Diversi studi hanno dimostrato il potenziale di agrumi (limoni, arance, pompelmi e lime) e altri frutti (melone) nell’aumentare i livelli urinari di citrato.

Bambini

Sono disponibili sufficienti evidenze per poter consigliare un adeguato apporto di liquidi anche nei bambini. Una dieta moderatamente iposodica e un aumento dell’assunzione di potassio sono risultati utili per limitare l'escrezione urinaria di calcio mentre la restrizione di calcio assunto con la dieta non viene raccomandata ai bambini con nefrolitiasi. Un consumo equilibrato di frutta e verdura, un basso consumo di cioccolato e cola sono ragionevolmenti consigliabili secondo le indicazioni riportate nelle linee guida nutrizionali generali. In caso di cistinuria, nonostante le scarse evidenze scientifiche, un ridotto consumo di proteine ​​(<20 g/die) e di sale (<2 g/die) nella dieta accompagnato da un’elevata idratazione (> 3 litri/giorno) sono da ritenersi fortemente consigliati nei bambini.

Anziani

Nei pazienti anziani i consigli dietetici per prevenire la formazione di calcoli renali devono tenere in considerazione alcuni aspetti particolari legati all’invecchiamento. Una limitazione dell’assunzione di sodio in associazione ad una maggiore assunzione di potassio, magnesio e citrato è risultata utile per ridurre i fattori di rischio urinari della formazione di calcoli, ma anche per la prevenzione della perdita di massa ossea e l'incidenza di ipertensione, sebbene sia necessario tenere in considerazione la riduzione della funzione renale e la maggiore sensibilità emodinamica all’intake di sodio legata all’età. Una dieta ricca di calcio (1200 mg/die) si è dimostrata utile per mantenere il benessere dello scheletro e prevenire i calcoli renali, anche se una maggiore supplementazione potrebbe causare un aumento del rischio della formazione di calcoli renali e di malattie cardiovascolari. Negli anziani, non è risultata controindicata la riduzione dell’intake di proteine ​​animali in associazione ad una maggiore assunzione di prodotti vegetali, per diminuire il carico acido e l'escrezione di acido urico, sebbene lo status nutrizionale complessivo debba essere preservato.

Riferimenti bibliografici:

Prezioso D, Strazzullo P, Lotti T, Bianchi G, Borghi L, Caione P, Carini M, Caudarella R, Gambaro G, Gelosa M, Guttilla A, Illiano E, Martino M, Meschi T, Messa P, Miano R, Napodano G, Nouvenne A, Rendina D, Rocco F, Rosa M, Sanseverino R, Salerno A, Spatafora S, Tasca A, Ticinesi A, Travaglini F, Trinchieri A, Vespasiani G, Zattoni F; CLU Working Group. Dietary treatment of urinary risk factors for renal stone formation. A review of CLU Working Group. Arch Ital Urol Androl. 2015 Jul 7;87(2):105-20.

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