Il trattamento dei pazienti diabetici con sindrome coronarica acuta

Medical Information Dottnet | 04/03/2016 10:53

L'aggiunta di lixisenatide alle cure tradizionali non ha alterato la percentuale di eventi cardiovascolari maggiori o eventi avversi gravi.

La morbilità e la mortalità cardiovascolare sono più elevate nei pazienti con diabete di tipo 2, in particolare negli individui affetti da patologie cardiovascolari concomitanti, rispetto alle altre popolazioni di pazienti.

Lo studio ha valutato gli effetti di lixisenatide, un agonista del recettore del glucagone di tipo peptide 1, sugli outcome cardiovascolari in pazienti affetti da diabete di tipo 2 e con recente evento coronarico acuto (infarto miocardico o ricovero in ospedale per angina instabile nei precedenti 180 giorni).

Un totale di 6068 sono stati assegnati in modo casuale a ricevere lixisenatide oppure placebo in aggiunta alla terapia standard. Il trial è stato progettato per avere validità statistica e stabilire se il lixisenatide fosse non inferiore o superiore al placebo, come definito dal limite superiore dell'intervallo di confidenza del 95% per il rapporto di rischio inferiore a 1.3 e 1.0, rispettivamente, per l’endpoint primario composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus oppure ospedalizzazione per angina instabile.

I pazienti coinvolti sono stati seguiti per un periodo medio di 25 mesi. Un evento incluso nell’endpoint primario si è verificato in 406 pazienti (13,4%) del gruppo lixisenatide e in 399 (13,2%) del gruppo placebo (rapporto di rischio [RR], 1.02; intervallo di confidenza [IC] del 95%, 0,89-1,17), dimostrando la non inferiorità di lixisenatide (p<0.001), ma non la superiorità (p=0,81) al placebo. Non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi nel tasso di ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca (RR nel gruppo lixisenatide, 0.96; IC 95%; 0,75-1,23) o percentuale di decessi (RR, 0.94; IC 95%; 0,78-1.13). Lixisenatide non è risultato associato ad una percentuale più alta di eventi avversi gravi o di ipoglicemia grave, pancreatite, neoplasie pancreatiche o reazioni allergiche rispetto al placebo.

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e recente sindrome coronarica acuta, l'aggiunta di lixisenatide alle cure tradizionali non ha alterato in modo significativo la percentuale di eventi cardiovascolari maggiori o di altri eventi avversi gravi.

Riferimenti bibliografici:

Pfeffer MA, Claggett B, Diaz R, Dickstein K, Gerstein HC, Køber LV, Lawson FC, Ping L, Wei X, Lewis EF, Maggioni AP, McMurray JJ, Probstfield JL, Riddle MC, Solomon SD, Tardif JC; ELIXA Investigators. Lixisenatide in Patients with Type 2 Diabetes and Acute Coronary Syndrome. N Engl J Med. 2015 Dec 3;373(23):2247-57.