La sospensione per i medici bolognesi resta: interviene il Ministro

Redazione DottNet | 01/03/2016 20:53

Detta ancora banco la vicenda dei quattro camici bianchi che hanno affidato agli infermieri compiti di cure. La solidarietà delle istituzioni e della associazioni di categoria.

Per alcuni hanno superato un modello a 'compartimenti stagni', per altri hanno fatto un passo troppo lungo, puntando su un'eccessiva autonomia della professione infermieristica. Fatto sta che, nonostante le tante dimostrazioni di solidarietà giunte, per quattro medici di Bologna 'colpevoli' di aver autorizzato gli infermieri del 118 a somministrare trattamenti farmacologici, resta la sospensione.

 

E sulla vicenda sta intervenendo il ministero della Salute. Secondo fonti giornalistiche il Sottosegretario di Stato alla Salute Vito De Filippo, avrebbe toccato l'argomento col Ministro Beatrice Lorenzin, ritenendo  quanto mai “corretta e legittima in questa vicenda l’azione dalla Regione Emilia Romagna”, tenuto conto della funzione di Dicastero vigilante sugli ordini e collegi delle professioni sanitarie, professione medica compresa e considerato, altresì che “i medici, come del resto anche gli infermieri,  che attuano le direttive corrette del SSN  in un settore come quello dell’emergenza,  abbiano bisogno del massimo rispetto e della massima tranquillità nell'operare in quanto, fermo restando che la diagnosi delle cause che hanno prodotto una situazione di criticità vitale rimane in capo al medico, mentre il rilevamento della perdita o alterazione delle funzioni vitali e gli interventi salvavita conseguenti,  possono essere eseguiti, senza  esclusività, da medici e infermieri, pena la perdita di molte vite umane e l’inefficacia dei sistemi di emergenza”.

 

A scatenare la polemica, come abbiamo anticipato, è stato l'Ordine di Bologna con la sospensione di quattro medici cui è stato contestato l'aver 'delegato' ad infermieri "compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo medico". Una "decisione inaccettabile nel metodo e nel merito" secondo il Comitato centrale della Federazione nazionale Ipasvi.

L'assessore alla sanità del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo, esprime "piena solidarietà" ai quattro medici sospesi dall'Ordine "per aver avallato - spiega su facebook - procedure che puntano sull'autonomia professionale degli infermieri nel sistema 118 dell'emergenza urgenza". Il dito è puntato sul presidente dell'Ordine di Bologna, Giancarlo Pizza, e sulla commissione che ha già sospeso quattro medici e ha in programma di valutare lo stesso provvedimento per altri 5.

Una vicenda, rileva Rizzo Nervo, che "rafforza la convinzione che vi sia l'esigenza, cui sta lavorando la Regione, di definire protocolli infermieristici per il 118 omogenei su tutto il territorio regionale, che diano chiarezza e certezze a tutti i professionisti e che sono certo confermeranno un modello che qui c'è da 20 anni, che ha fatto scuola in Italia, con soddisfazione di tutti. Per questo sorprende e dispiace ciò che sta avvenendo: quei medici, a mio avviso, hanno sostenuto un'organizzazione moderna, che investe sulla professionalità integrata, capace di valorizzare le autonomie e le conseguenti responsabilità, come succede in tutto il mondo. Per questo vengono puniti", per aver agito superando "un vecchio modello costruito su rigidi compartimenti stagni, su difese corporative delle proprie prerogative e su un'idea ancillare delle professioni sanitarie.

Un modello che anche l'organizzazione sanitaria emiliano romagnola e bolognese hanno abbandonato da tempo". Ancora più critica l'Ipasvi (federazione nazionale dei Collegi infermieri): la decisione dell'Ordine di Bologna "è inaccettabile, intervenga il Ministero", scrive in una nota di appoggio ai "medici che alla fine dello scorso anno avevano predisposto e sottoscritto secondo le indicazioni delle aziende sanitarie, della Regione e dello Stato protocolli per l'attività di assistenza e cura svolta dagli infermieri del sistema 118".

"Forte preoccupazione" è stata ribadita in una nota congiunta da Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza (Simeu), Italian Resuscitation Council (Irc), Associazione nazionale infermieri di area critica (Aniarti) e Accademia medica e infermieristica di emergenza e terapia intensiva pediatrica (Amietip). Interviene anche la deputata Donata Lenzi (Pd): "Non si pensa al bene dei pazienti se si azzerano di colpo per mesi i vertici responsabili del 118 in regione, mettendo in crisi un servizio essenziale". "Se ci sono problemi li si segnali - aggiunge - ma non si usi questo servizio essenziale per la lotta sindacale in corso".

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