Sequestrati beni per 3 milioni ad ex primario nell'Avellinese

Redazione DottNet | 04/03/2016 18:36

Avrebbe esercitato attività non autorizzata in una clinica privata

Beni e disponibilità per oltre tre milioni di euro sono stati posti sotto sequestro conservativo dalla Guardia di Finanza nei confronti di un ex primario dell'ospedale di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Il provvedimento, disposto dalla Corte dei Conti della Campania su richiesta della Procura regionale, fa riferimento alla violazione dell'obbligo di esclusività stabilito per i dirigenti medici: il professionista, Roberto Rubino, oggi in pensione, avrebbe esercitato attività professionale non autorizzata presso un centro clinico privato di Grottaminarda (Avellino), fornitore di prestazioni emodialitiche, percependo compensi fino al 1998. Lo stesso centro di dialisi, accreditato con il Sistema sanitario nazionale, ha beneficiato fino agli anni Novanta dei rimborsi versati dalla Asl nella cosiddetta forma indiretta.

 

La misura cautelare patrimoniale concessa scrive in una nota la Guardia di Finanza – costituisce un importante punto di arrivo dell’indagine condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Ariano Irpino su delega della Corte dei conti che ha accertato reiterate illiceità compiute dal sanitario che ricopriva un ruolo di responsabilità presso il nosocomio arianese. Lo stesso, in violazione dell’obbligo di esclusività, stabilito dalla legge per i dirigenti medici, nel suo caso “dirigente di area complessa”, esercitava attività professionale non autorizzata presso un centro clinico di Grottaminarda, fornitore di prestazioni emodialitiche, percependo emolumenti fin dall’anno 1998. Inoltre, è stato ulteriormente accertato come il medesimo sanitario fosse in realtà l’amministratore di fatto del centro, occupandosi, sin dalla sua costituzione della concreta gestione dello stesso e interponendo in sua vece altri soggetti in qualità di rappresentanti legali e soci. Deve essere anche evidenziato che il centro di dialisi è sempre stato a carico del SSR, beneficiando fin dagli anni ’90 di rimborsi versati dall’ ASL nella c.d. forma indiretta, sistema al quale ha fatto seguito quello dell’accreditamento”.

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