8 marzo: da Lorenzin a Camusso, occorre rivedere l'età delle pensioni

Professione | Redazione DottNet | 07/03/2016 19:17

Pesano i compiti sociali delle donne per le cure ai bimbi e agli anziani

Un appello 'trasversale', che parte dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso ed è accolto dal ministro della Salute Ncd, Beatrice Lorenzin: rivedere la legge sulle pensioni ed il limite dell'età pensionabile, poichè se lavorare fino alla soglia dei 70 anni è in vari casi ''insostenibile'' per gli uomini, lo è, tanto più, per le donne. L'inedito appello arriva alla vigilia della Giornata dell'8 marzo, rilanciato in occasione di un convegno sulla farmaceutica 'al femminile' organizzato da Farmindustria ed accolto pure dalla leader della Cisl, Annamaria Furlan, e dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.

 

Il punto, è l'osservazione comune, è che nel caso della donna va considerata pure la sua peculiare funzione 'sociale' di figura responsabile della cura ed assistenza di bambini ed anziani. Un 'carico' difficilmente conciliabile con tempi lavorativi e l'attuale innalzamento dell'età pensionabile. ''Chiediamo al governo di aprire un confronto serio per cambiare una legge ingiusta - ha affermato Camusso -. Ci vuole un cambiamento perché è una legge insopportabile. Quella delle pensioni - ha incalzato - è una ferita che non si rimargina da sola", e notando che nel frattempo, in platea, il ministro Lorenzin applaudiva, ha sottolineato: ''Vedo che il ministro applaude, spero che si faccia portatrice con il governo di aprire un confronto con i sindacati sulle cose importanti. La legge Fornero bisogna cambiarla per due ragioni: il lavoro non è uguale per tutti e portarlo tutto allo stesso livello con la logica che l'aspettativa di vita si innalza è un errore. Bisogna poi ragionare sulla flessibilità perché ci sono tante lavoratrici e lavoratori che sono entrate a lavoro a 14 anni e non ci possiamo aspettare che restino tutti fino a 67 anni. Così non si può fare il turn-over e non c'è lavoro per i giovani".

 

Pronta la riposta del ministro della Salute: "E' evidente che il sistema dell'età pensionabile per le donne vada rivisto, anche se ci vorrà tempo ed equilibrio. Le donne hanno infatti un carico di presa in cura sia nei confronti degli anziani sia dei bambini. Ciò crea dunque dei problemi. Far lavorare una donna fino a 70 anni è molto di più che usurante: diventerà un tema serissimo su cui bisogna riflettere. Con questo innalzamento c'è un cambiamento sociale molto forte che va affrontato''. Dunque, ha aggiunto, "bisogna rivedere tutta la macchina del welfare e avere una visione per il nostro Paese che sia a venti anni e non a breve termine".

 

Oggi, ha quindi commentato Furlan, il ministro Lorenzin ''ha preso un impegno; sono in tanti i ministri che l'hanno fatto e speriamo che il governo ne tenga conto''. Anche per Scaccabarozzi, la legge sulle pensioni ''è una legge nata male sin dall'inizio e mi auguro - ha detto - che si rimetta mano a questa stortura che è tutta italiana''. E sempre sottolineando la difficoltà crescente per le donne di conciliare vita materna e lavoro, Lorenzin ha fatto un altro annuncio: ''Proporrò un aumento del bonus bebè, attualmente pari ad 80 euro, che sia anche un aumento nel tempo. Dobbiamo pensare cioè a misure di sgravio per la famiglia, per la genitorialità e per i bambini fino ai cinque anni, e non solo - ha concluso - nei primi mesi di vita".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato