Garante privacy, sanità a rischio per i dati sensibili

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 09/03/2016 14:04

Lo ha sottolineato Antonello Soro durante una audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera

La digitalizzazione della sanità va incoraggiata, ma facendo molta attenzione alla protezione dei dati, da cui dipende anche la salute dei pazienti. Lo ha sottolineato Antonello Soro, Garante per la protezione dei dati personali, durante una audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera sul tema dei registri dei tumori. «E' fuori discussione che la trasformazione vada incoraggiata - ha spiegato Soru -, come ineludibile fattore di sviluppo e modernizzazione, oltre che per il miglioramento della sanità, ma va governato con molta attenzione perchè coinvolge categorie di dati personali fra i più delicati, meritevoli di tutela rafforzata. I dati sanitari, se illecitamente trattati o rubati espongono  l'interessato a forme di discriminazione, perdita, sottrazione, alterazione e abuso, rendere vulnerabili le banche dati viola la persona ma soprattutto la debolezza del dato sanitario rischia di determinare errori diagnostici o terapeutici con conseguenze letali».


La sanità è il settore in cui la vulnerabilità dei dati può avere le conseguenze peggiori, ha rimarcato Soro. «Si tende a
considerare la protezione dei dati personale come un dato residuale, o addirittura un ostacolo, ma la vulnerabilità del dato significa vulnerabilità delle persone. Per cui nella transizione a sanità digitale la frammentazione, la mancanza di sicurezza sono ancora più pericolose che ogni altro settore. La carenza di sicurezza dei dati può essere malasanità, e la protezione dati è fattore di promozione della salute».

 

fonte: ansa

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