Farmacie, il governo tenta lo scacco alle lobby

Redazione DottNet | 10/03/2016 19:22

Tempi brevi per il via libera del 'Codice etico' di comportamento dei deputati

Farmacie e le lobby: la liberalizzazione dei farmaci di fascia C nei supermercati difficilmente rientrerà dalla finestra, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è opposta strenuamente. Ma non dovrebbe passare nemmeno il pressing dei farmacisti che vorrebbero imporre una percentuale di iscritti professionisti all’albo nel capitale delle farmacie che si costituiscono in società.

 

Tempi stretti per il via libera del 'Codice etico' di comportamento dei deputati e per l'atteso registro delle attività di lobbying. La Giunta per il regolamento ha discusso delle due bozze in materia preparate da Pino Pisicchio che si ispirano in larga parte alla normativa Ue rivista ed integrata. L'accelerazione nasce anche dal fatto che in aprile l'Italia sarà sottoposta alla verifica da parte del Consiglio d'Europa sui livelli di corruzione e uno dei requisiti di questa sorta di esame riguarda proprio le norme di comportamento dei deputati e e delle lobby a Montecitorio. La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha sottolineato l'importanza di un tema che e' al centro della attenzione della pubblica opinione e della giusta richiesta di adeguare gli standard italiani ai criteri vigenti in molte assemblee europee. Le ipotesi che si prospettano per il 'Codice' sono due: o una adozione in tempi rapidi solo in via sperimentale, come 'protocollo', oppure, se si dovessero prevedere nuove sanzioni rispetto a quelle previste ora dal regolamento della Camera, la questione dovrebbe andare in aula con la riforma complessiva del regolamento: su cui sta sempre lavorando la giunta.

 

Unitamente al primo testo sul 'Codice', Pisicchio ha presentato anche una proposta di regolamento delle attività di lobbying che si ispira a due linee guida: riprendere le regole europee in materia, integrate e riviste, e prevedere una larga 'verifica, quasi una "tracciabilità", sul web per tutti i principali atti, compreso il "registro" di chi intende promuovere interessi leciti presso gli onorevoli. La bozza fissa dei criteri generali e prevedere norme di controllo e garanzia, e anche di consultazione, su dubbi di applicazione o su singoli casi controversi. Il testo prevede un registro delle attività di "relazione istituzionale" nei confronti dei deputati che andrà sul web e darà conto di tutti i contatti che vengono "attivati" nei confronti dei deputati da parte di enti, e società che avanzino richieste, proposte, studi, ricerche, emendamenti per promuovere legittimi interessi presso la Camera.

 

Chiunque vorrà svolgere attività di relazione istituzionale dovrà quindi "registrarsi" dichiarando gli interessi che intende sponsorizzare in via legale e chiara. Stessa regola anche per i deputati di passate legislature che hanno un diritto di accesso al Palazzo facilitato dal loro status. Nella bozza di Codice di comportamento è previsto il recepimento di norme già previste dalla giurisprudenza italiana e dal Parlamento europeo e un 'tetto' massimo di 200 euro per i doni che potranno essere accettati senza alcun problema. Tutto quello che va oltre questo 'tetto' o sarà rifiutato o sarà depositato presso la Camera. Anche per il 'Codice' largo utilizzo di pubblicità e "tracciabilità" sul web, comprese le eventuali sanzioni.