Anaao, assistenza nel caos, la Campania perde 400milioni l’anno

Sindacato | Redazione DottNet | 11/03/2016 13:23

Bruno Zuccarelli: «Mai più storie come quelle di Francesca Napolitano. Serve al più presto una programmazione che miri alla presa in carico dei pazienti. Altrimenti le conseguenze saranno irrimediabili»

«La storia di questa 42enne napoletana che non ha trovato una risposta efficace ad una grave patologia cardiaca è l'emblema di una sanità nella quale servono interventi decisi e competenti. Non è possibile, come sta accadendo in questa triste vicenda, gettare la croce addosso ai medici o ai singoli ospedali. Al Monaldi, ad esempio, in quello stesso momento erano in corso due delicatissimi interventi chirurgici salvavita. Un trapianto e un intervento per una dissezione aortica. E' la rete dell'emergenza a non aver funzionato, e queste sono responsabilità che vanno ben al di sopra di quelle di un direttore sanitario. Chiunque esso sia. Parlo da medico, ma anche da paziente, nella Sanità campana o si cambia  registro o molto presto le conseguenze saranno talmente gravi da non poter tornare in dietro. Le politiche del Governo stanno brutalmente penalizzando la nostra terra, riducendoci ad una continua elemosina e relegandoci al ruolo di regione canaglia». E’ un allarme che suona anche come una sveglia per le coscienze quello lanciato da Bruno Zuccarelli (segretario regionale Anaao Assomed),  nonostante la revoca dello sciopero generale dei medici originariamente previsto per il 17 e 18 marzo. 

Zuccarelli punta inoltre il dito contro una programmazione sanitaria regionale sino ad oggi «vacua» e contro la mancata realizzazione di un piano di riorganizzazione ospedaliera serio e incentrato sulla presa un carico del paziente tra Università,  Ospedale e Territorio.

«Esempi concreti – dice – sono sotto gli occhi di tutti. Mentre il Cardarelli continua a essere invaso di barelle, a non più di qualche centinaio di metri c’è un Policlinico universitario sottoutilizzato. E se anche non si vuole guardare all’Azienda Ospedaliera come risorsa aggiunta sul problema delle emergenze, resta vuoto anche l’Ospedale San Paolo. Il nosocomio di Fuorigrotta è un altro di quegli ospedali che stanno morendo per consunzione. In una regione dove sta prevalendo la linea del non decidere».

Il problema messo in luce dal leader dell’Anaao è che «sino ad oggi si è lavorato a compartimenti stagni, separando protocollo dell’Università da Piano Ospedaliero e Piano Territoriale. Le competenze, la burocrazia e le lotte di casta non devono essere un problema del cittadino/paziente, che deve poter contare su una presa in carico seria e completa. Dalla prevenzione alla diagnosi, sino alla terapia».

In questo senso Zuccarelli parla anche di Ospedale del Mare, «una struttura sulla quale si sta perdendo colpevolmente tempo. Bisogna attivarlo subito a cominciare dal pronto soccorso, e farlo diventare un polo interamente dedicato all’emergenza. Allo stesso tempo non si può privare il centro storico di un pronto soccorso organizzato e funzionante. Che lo si individui al Vecchio Pellegrini o altrove non importa. Questo è l’A, B, C dal quale partire se si vuole garantire assistenza degna di questo nome. Non ci dimentichiamo che l’imperativo dei tagli lineari, oltre a demolire il sistema sanitario regionale sotto il profilo dei Lea, ha prodotto uno squilibrio economico incredibile con le regioni “virtuose”.

I programmi operativi 2013-2015 delineano per la mobilità extraregionale un tendenziale saldo passivo per la Campania di circa 310 milioni di euro l’anno. Perdiamo ogni anno circa 400 milioni di euro per i pazienti costretti a farsi curare altrove, a fronte di un ricavo che non supera i 90 milioni per quanti da altre regioni vengono da noi. Mi chiedo se dietro questo numeri non ci sia un disegno celato ai cittadini».

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