Cocktail di farmaci riduce il tumore al seno in 11 giorni

Redazione DottNet | 11/03/2016 18:40

'Risultati straordinari in sperimentazione su pazienti'

Alcuni farmaci sperimentali hanno dato ''risultati straordinari'', come li definisce la stampa britannica, nella lotta contro il cancro al seno. Secondo il Guardian, gli esiti di una ricerca guidata dall'Università di Manchester rivelano come, usando un cocktail basato sul Trastuzumab, un anticorpo monoclonale umanizzato, si possono ridurre e perfino eliminare tumori al seno della tipologia 'HER2 positivo' in sole due settimane. Questo è quanto accaduto a un quarto delle 66 donne che sono state sottoposte per 11 giorni al trattamento con questo nuovo 'mix' di medicinali. Lo studio presentato ad Amsterdam durante il Convegno europeo sul cancro al seno potrebbe, qualora la sperimentazione andasse avanti con successo, permettere in futuro di evitare che molte pazienti siano sottoposte alla chemioterapia.

 

I farmaci, testati negli ospedali di Manchester su 257 donne con tumori di 1-3 centimetri di dimensione, hanno preso come bersaglio una particolare proteina, Her2, a cui sono positivi i tumori al seno in un caso su 10, e che risultano particolarmente aggressivi. I medici non si aspettavano pero' di avere dei risultati cosi' buoni. Stavano infatti studiando come i farmaci cambiano i tumori nel breve arco di tempo che passa dalla diagnosi alla rimozione chirurgica. Ma al momento dell'operazione, in alcuni casi non c'erano piu' segni del cancro. Entrambi i farmaci, si e' visto, hanno attaccato la proteina Her2, che alimenta la crescita di alcuni tipi di cancro al seno.

 

Il trastuzumab lavora sulla superficie delle cellule tumorali, mentre il lapatinib riesce a penetrarci dentro e mettere fuori gioco la proteina. In meno di due settimane di terapia, il cancro e' sparito completamente nell'11% dei casi, e si e' rimpicciolito di 5 millimetri in un altro 17% di pazienti. Attualmente, per le donne con tumore positivo alla proteina Her2, la terapia e' prima chirurgica, seguita da chemioterapia e trastuzumab. Tuttavia serviranno ora sperimentazioni piu' ampie, per vedere anche il rischio di recidive. 

 

 

fonte: ansa